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Mineo

Buco da 15 milioni, il Consiglio dichiara il dissesto

Dissesto a Mineo: il Comune chiede 15 milioni di aiuti straordinari per ripianare debiti legati alla strage del depuratore, mentre l'opposizione contesta strategia e responsabilità

09 Maggio 2026, 21:30

Buco da 15 milioni, il Consiglio dichiara il dissesto

Giornate convulse, a Mineo, dove il Comune ha dichiarato il dissesto. A dare il via libera alla dichiarazione di “default” è stata la maggioranza (7 su 12 consiglieri) a sostegno del sindaco Giuseppe Mistretta, che nella seduta di venerdì sera ha pure approvato una mozione con cui, a supporto dell’iniziativa del primo cittadino, chiede ai governi nazionale e regionale un intervento finanziario straordinario per aiutare l’Ente a ripianare i debiti, quantificati in circa 15 milioni di euro.

«La sola maggioranza in Consiglio - dichiara Mistretta - ha preso atto del dissesto finanziario. Non è una scelta, ma un passaggio obbligato, che apre una fase nuova, di difficoltà per l’Ente, ma utile per mettere un punto fermo su quella che si configura come una tragedia nella tragedia, e di riprogrammare il futuro. La massa passiva è in larga parte legata a una vicenda molto dolorosa: le sei morti bianche nella strage del depuratore dell’11 giugno 2008. Un debito (la stima “parla” di 10 milioni) troppo grande per un piccolo Comune, a cui si aggiungono 1,2 milioni per il Cara e qualche altro».

Un’analisi a cui si contrappone quella del leader dell’opposizione, Paolo Ragusa: «Il sindaco e l’Amministrazione - dice Ragusa - non hanno visione e hanno sbagliato strategia, tutto a danno delle famiglie di Mineo. Non si poteva pensare di fare fronte al buco di bilancio provocato da un evento straordinario come la strage del depuratore, con le risorse del bilancio comunale. Serviva chiedere prima un contributo ad hoc agli organi di governo superiori. E oggi, pur avendo ridotto servizi e investimenti, ci troviamo comunque con il dissesto».

Ma Mistretta rivendica «una seria azione di risanamento e un comune virtuoso, dove il 72% dei cittadini paga le imposte e dove nel 2025 non abbiamo utilizzato nessuna anticipazione di cassa». La “battaglia” sembra appena cominciata.