L'eruzione
Stromboli, si ferma la colata: conclusa l'attività effusiva sul cratere Nord
Dopo aver raggiunto il mare lo scorso 5 maggio, il fronte lavico ha iniziato un lento arretramento fino a fermarsi. L'Ingv di Catania conferma il raffreddamento del campo, mentre il tremore vulcanico resta al di sopra della soglia di attenzione
Il vulcano Stromboli concede una tregua. Secondo quanto emerge dall'ultimo bollettino diffuso dall'Osservatorio Etneo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) di Catania, si è ufficialmente conclusa l'attività effusiva che aveva preso il via lo scorso 4 maggio dalla spettacolare area craterica Nord.
L'evoluzione del fenomeno ha seguito una traiettoria discendente nel corso degli ultimi giorni, costantemente monitorata dagli esperti. Il campo lavico, che aveva mostrato la sua massima espansione fino a raggiungere la linea di costa nella giornata del 5 maggio, ha iniziato a registrare un lento decremento del tasso di alimentazione già a partire dal giorno successivo. Questa diminuzione della spinta magmatica ha inevitabilmente causato un graduale arretramento dei fronti lavici verso quote sempre più elevate.
Attualmente, spiegano i vulcanologi, il campo lavico è completamente fermo e in fase di raffreddamento. Tuttavia, l'isola continua a vivere il suo consueto fermento geologico: l'ordinaria attività di tipo stromboliano prosegue regolarmente sia dall'area craterica Nord che da quella Centro-Sud, accompagnata da fenomeni di spattering (ovvero il lancio di brandelli di lava fluida) di intensità variabile, localizzati principalmente a Nord.
L'attenzione dell'Ingv rimane comunque alta, specialmente per quanto riguarda i parametri strumentali. Dal punto di vista sismico, infatti, l'ampiezza media del tremore vulcanico, a partire dalle ore 10 di oggi, si è stabilizzata su livelli poco sopra la soglia dei valori alti, a conferma di un sistema vulcanico che, seppur orfano della recente colata, resta in piena attività.
