allarme smottamenti
Valle dei Templi, piano sicurezza per i costoni: affidato il monitoraggio contro le frane
Il Parco corre ai ripari dopo il crollo presso Casa Fiandaca: un’azienda specializzata valuterà la stabilità delle pareti rocciose
Alcune zone del Parco Archeologico della Valle dei Templi sono soggette, da tempo, a rischi di dissesto idrogeologico, con frane storiche e recenti episodi di crolli. Nel gennaio di quest’anno tra l’altro era avvenuto un cedimento anche presso Casa Fiandaca che ha evidenziato l’alto rischio della zona. Per questo motivo il Parco Archeologico Valle dei Templi ha conferito ad un’azienda di Macerata l’incarico di effettuare il servizio completo di monitoraggio dei costoni del Parco per un importo complessivo di 35.800 euro.
Nella delibera del Parco si legge che «viene preso atto che le consistenti ed eccezionali piogge verificatesi sul territorio agrigentino hanno determinato, fra l’altro, dei cedimenti del costone roccioso in prossimità della casa Fiandaca all’interno dell’area del Parco e si è ritenuto quindi necessario, al fine di salvaguardare gli immobili e le strutture del Parco e a garanzia dell’incolumità delle persone che ivi operano, effettuare un monitoraggio dei costoni rocciosi ricadenti all’interno dell’area del Parco per valutare il grado di pericolosità dei fenomeni franosi e la stima del rischio».
All’indomani dell’ultimo crollo di gennaio, era già stato effettuato un sopralluogo congiunto sui luoghi; un sopralluogo che aveva evidenziato il cedimento di una porzione di calcarenite accertando però che il distacco dei massi è avvenuto in una zona chiusa al pubblico, «lontana centinaia di metri dall’area della Valle – aveva scritto in una nota ufficiale il Parco Archeologico – e distante pure dalle case Fiandaca, per quanto rientri in una zona ad alto rischio, nota da anni. La stessa fratturazione – continuava dell’Ente Parco - da cui si è generato il crollo, è nota da tempo e proprio per questo già nel recente passato si era intervenuti a protezione della strada sottostante».
In quest’ultima nota, il Parco ribadiva che il crollo non aveva messo a rischio l’incolumità pubblica né il patrimonio archeologico e monumentale.
Adesso sarà la Società Vega Service srl. a monitorare il costone roccioso, attività cruciale per valutarne il grado di pericolosità finalizzata alla salvaguardia del patrimonio e per la sicurezza dei visitatori del Parco.