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11 maggio 2026 - Aggiornato alle 09:56
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il dato

Strage senza fine: la Sicilia maglia nera d'Italia per morti sul lavoro

Nel primo trimestre 2026 l'Isola registra 9,4 vittime per milione di occupati, contro una media nazionale di 5,7. Assoesercenti lancia l'allarme: "Subito un piano straordinario"

11 Maggio 2026, 09:10

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Strage senza fine: la Sicilia maglia nera d'Italia per morti sul lavoro

Nel primo trimestre del 2026, la Sicilia si conferma, ancora una volta, la triste “maglia nera” d’Italia per l’incidenza degli infortuni mortali sul lavoro.

Le elaborazioni del Centro studi di Assoesercenti, basate sulle rilevazioni INAIL, restituiscono l’immagine nitida di un’emergenza che non accenna a ridursi, collocando l’Isola in una drammatica “zona rossa”.

Tra gennaio e marzo di quest’anno, l’incidenza dei decessi sul lavoro in Sicilia ha toccato la quota allarmante di 9,4 vittime ogni milione di occupati, a fronte di una media nazionale ferma a 5,7. In altre parole, nell’Isola il pericolo di perdere la vita mentre si svolge la propria attività professionale è vertiginosamente superiore rispetto al resto del Paese, con un differenziale che sfiora il 125% in più rispetto al dato italiano complessivo.

Il contrasto con l’andamento generale della Penisola è evidente. Nei primi tre mesi del 2026, in Italia si sono registrate 137 vittime sul lavoro, in calo dell’8,7% rispetto alle 150 del medesimo periodo del 2025. Considerando anche gli infortuni “in itinere” — ovvero nel tragitto casa-lavoro — il bilancio nazionale sale a 192 decessi contro i 210 dell’anno precedente, pari a una diminuzione del 8,6%.

Un miglioramento timido, che però non consola una regione in cui i comparti trainanti continuano a pagare il prezzo più alto: costruzioni, trasporti e magazzinaggio, insieme alle attività manifatturiere, restano i settori più esposti in questo avvio di 2026.

Di fronte a quella che viene definita una strage silenziosa, Assoesercenti Sicilia lancia un appello alla responsabilità collettiva. “La Sicilia non può continuare a occupare le prime posizioni di questa drammatica classifica”, afferma senza mezzi termini il presidente dell’associazione, Salvo Politino. “Il dato regionale, nettamente superiore alla media nazionale nel periodo gennaio-marzo 2026, impone una riflessione seria e immediata”.

L’invito rivolto alla politica e al sistema imprenditoriale è di superare la consueta logica della conta postuma dei danni. Politino insiste sulla necessità di rafforzare la “cultura della sicurezza” attraverso formazione continua, prevenzione sul campo, investimenti mirati e controlli realmente efficaci. Particolare attenzione, sottolinea, va riservata alle piccole e medie imprese, spesso schiacciate da pressioni economiche tali da far percepire la sicurezza più come un onere che come una tutela irrinunciabile. “Serve un cambio culturale profondo: la sicurezza non deve essere vissuta come un costo burocratico, ma come un investimento sulla dignità del lavoro e sulla competitività delle imprese”, ribadisce il presidente di Assoesercenti.

Per invertire la rotta, l’associazione propone l’istituzione urgente di un tavolo permanente che riunisca istituzioni, associazioni datoriali, sindacati e organismi ispettivi. Obiettivo: varare un piano straordinario regionale per la sicurezza sul lavoro che non si limiti all’aspetto sanzionatorio, ma preveda incentivi concreti, strumenti di accompagnamento e fondi per la digitalizzazione, con un focus particolare sulle realtà imprenditoriali minori.

La ricetta, conclude Politino, è tanto semplice quanto imprescindibile: “Non basta intervenire dopo le tragedie: occorre prevenire”.