Paternò
Ex albergo Sicilia, continua la tela di Penelope
La Commissione straordinaria scrive alla Città metropolitana per capire quale strada seguire per eliminare il degrado
L’ex albergo Sicilia di via Vittorio Emanuele come la tela di Penelope: un progetto carico di buoni propositi, capace di creare anche entusiasmi attorno a sé, che non arrivano mai a compimento. Eccole le novità per quest’immobile, chiuso da circa 30 anni, un tempo delizia, oggi solo croce per i paternesi.
A riaccendere i riflettori sul destino di questa struttura è la Commissione straordinaria insediata al Comune, che ha scritto alla Città metropolitana, con l’obiettivo di capire quale strada migliore potere percorrere per eliminare il degrado che l’immobile ad oggi rappresenta. Due le possibili strade da percorrere: la Città metropolitana investe sul suo recupero, visto che l’immobile è di sua proprietà e che ad oggi, nonostante le decine di volte in cui ha tentato di venderlo, non c’è mai riuscita; oppure, lo vende al Comune che ha mostrato interesse in tal senso, con la patata bollente del recupero che poi passerà all’Ente locale. Per entrambi gli Enti, una possibile soluzione lanciata da qualche anno è quella di finanziare un intervento di recupero dell’immobile da destinare sempre a struttura ricettiva, con la gestione da affidare all’Istituto Alberghiero. Proposta mai valutata con attenzione dalla Città metropolitana. Cosa diversa per i commissari straordinari a cui la proposta è piaciuta e nel tentativo di poterla realizzare hanno dimostrato interesse all’acquisto dell’immobile per un suo successivo recupero. Da qui una loro lettera alla Città metropolitana, dove hanno avanzato la proposta di essere disposti a valutare l’acquisto dell’immobile se il prezzo fosse congruo. Ed eccola la risposta della Città metropolitana che, sulla base di una stima del valore dell’immobile, redatta dall’Agenzia delle Entrate, ha chiesto poco meno di 495mila euro.
Una cifra aggiornata ad oggi e ben più alta dei 428mila euro con la quale l’immobile era stato aggiudicato all’asta nel settembre del 2023, prima che la società aggiudicataria si ritirasse, nonostante i 42mila euro di caparra versati.
Una cifra ritenuta eccessiva dai commissari straordinari che chiedono una soluzione che possa soddisfare tutti; in alternativa i commissari chiedono alla Città metropolitana un rapido intervento per ristabilire le condizioni di sicurezza e impedire le quotidiane intrusioni nell’immobile. La questione è talmente importante che meriterebbe un tavolo tecnico per essere risolta.