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11 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:11
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Catania

A San Cristoforo il secondo patto educativo di comunità: 42 firme e progetti pronti da settembre

Oggi alla firma presenti scuole, parrocchie ed enti del terzo settore. Dopo l'estate previsti doposcuola, corsi di formazione, centro di ascolto, supporto alle famiglie e recupero di antichi mestieri

11 Maggio 2026, 20:11

A San Cristoforo il secondo patto educativo di comunità: 42 firme e progetti pronti da settembre

Firma del cosiddetto secondo “patto educativo di comunità” per San Cristoforo doveva essere, e firma è stata. Anzi, 42 firme: sono state tante infatti quelle apposte da parte di rappresentanti di scuole, parrocchie ed enti del Terzo Settore al documento presentato oggi all'Istituto comprensivo “Rita Atria” di via Gramignani.

Le prime attività concrete tra cui doposcuola, corsi di formazione, recupero di antichi mestieri, supporto alle famiglie, un Centro di ascolto (che avrà sede alle Salette), conoscenza e valorizzazione della storia del quartiere, sono previste in avvio dal prossimo mese di settembre.

Due le domande che abbiamo posto in merito all'iniziativa che ha come capofila la Rete “Assieme per San Cristoforo”, “Cantiere per Catania” e l’Arcidiocesi. Alla prima, “il secondo patto non rischia di essere un “doppione?”

Ha risposto Carlo Colloca, sociologo di UniCt ma ieri presente in veste di aderente al “Cantiere per Catania”. Per inciso, il riferimento era al primo patto, quello siglato circa un anno fa proprio di fronte alla scuola, alla Città dei Ragazzi, che tra i firmatari aveva visto anche il Comune. Per l'ente, ieri previsto solo come ospite (non firmatario del patto), c'era Leonardo Arcidiacono dell'ufficio minori dell'assessorato ai Servizi sociali, inviato dall'assessore Serena Spoto.

«No, non ci sono doppioni - ha chiarito Colloca -. Secondo me in realtà di questo tipo sono tante unicitè, ognuno si porta dietro le sue storie: il fatto stesso di essere già sul mercato dell'imprenditoria sociale o essere una realtà no profit come quella di “Assieme per San Cristoforo” è di per sé un elemento identitario che differenzia. Poi esistono tante altre realtà arrivate nell'arco dell'ultimo anno a supporto dei bisogni del quartiere, l'auspicio è che questo percorso possa essere “contagioso”.

«Il patto educativo - ha aggiunto Colloca - nasce all'interno di un percorso partito il 18 gennaio 2025 dopo la pubblicazione a fine 2024 del Decreto “Caivano bis”. Su iniziativa del “Cantiere per Catania” si era così costituita una Rete che ha raggiunto un centinaio di attori sociali, scuole e dunque istituzioni, mondo delle cooperative e delle parrocchie, e avviato un cammino rispetto ai dettami del Decreto che puntava su vulnerabilità sociale e disagio giovanile. Si erano raccolte ipotesi di proposte progettuali inviate al Comune, che poi legittimamente aveva fatto le sue scelte. La Rete comunque ha continuato ad andare avanti ed eccoci, dopo oltre un anno di lavoro, alla firma del Patto

La seconda domanda, anche questa diretta, l'abbiamo rivolta a Patrizia Concetta Tumminia, dirigente scolastica della “Rita Atria”: «Le criticità del quartiere non risalgono a oggi, perché il patto arriva proprio adesso? Cosa ha sbloccato l'iniziativa?». «Lo sblocco non scatta da adesso, su tante difficoltà si lavora da diverso tempo - ha replicato -. Cosa è cambiato? Il fatto che ultimamente si ha una coscienza, c'è stato un “urlo”».

Si riferisce al decreto Caivano bis? «Il decreto, che sicuramente ci offre delle possibilità in più, avrebbe potuto offrirne ancora di più, questa è una cosa che sento di dire. Siccome però io vedo sempre il bicchiere mezzo pieno allora dico: quando c'è una opportunità in più bisogna comunque sfruttarla, saremmo molto sciocchi a non cogliere la palla al balzo. La nostra scuola ha plessi non solo a San Cristoforo, ma anche a Librino e Vaccarizzo, cioè in tutte le zone particolari della città e quindi so bene di cosa parlo. Si tratta di zone ricche non solo di possibilità economiche, ma soprattutto di possibilità di professionalità».