Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
11 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:11
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

giudiziaria

Otto ore di interrogatorio per il sindaco di Niscemi: frana, omissioni alla rete idrica e già 13 indagati, tra cui quattro ex presidenti

La relazione dell'Università di Firenze accusa la mancata regimentazione delle acque e l'assenza del depuratore

11 Maggio 2026, 20:16

Frana a Niscemi, oltre 1.300 senza casa: Conti annuncia riattivazione del gas e aiuti immediati

Otto ore circa di interrogatorio per Massimiliano Conti, il sindaco di Niscemi, dinnanzi ai magistrati del pool frana di Gela che stanno indagando per disastro colposo e danneggiamento a seguito frana. Il primo cittadino, che è stato anche presidente dell'Ati idrico per la provincia di Caltanissetta fino allo scorso anno, è stato sentito non solo sulle procedure adottate ma anche per quanto è stato fatto durante la sua amministrazione alla guida della struttura idrica.

Secondo le relazioni tecniche effettuate dall'Università di Firenze una delle cause che ha fatto "scoppiare" oltre 3 milioni di metri cubi di sabbia è stata la mancata regimentazione delle acque presenti nel sottosuolo. Il depuratore a Niscemi non è esistente e solo dopo l'evento franoso del 15 gennaio prima e del 25 gennaio dopo è stato effettuato lo switch della nuova rete idrica. La relazione dell'Università di Firenze è molto simile a quella che venne redatta subito dopo la frana del 12 ottobre del 1997. Da quella data, secondo la procura di Gela, non sono stati fatti tutti gli interventi previsti dalle linee guida tecniche. E la dimostrazione è l'attivazione della nuova idrica dopo quasi trent'anni dall'evento del 1997. Di interventi nel sottosuolo nessuna traccia, così le acque nere vanno a finire nel torrente Benefizio e nelle campagne ad ovest del centro abitato.

Dopo la frana di gennaio, come atto dovuto, la procura di Gela ha aperto un fascicolo. Per la mancata realizzazione degli interventi sul terrente Benefizio ci sono tredici indagati, tra cui gli ultimi quattro presidenti della Regione Siciliana. Adesso l'attenzione dei magistrati è sui mancati interventi alla rete idrica e a quella fognaria.