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la manifestazione

Palermo, torna Sicilia en Primeur: sostenibilità, identità e intelligenza artificiale trainano la cultura del vino dell'isola

La città torna fulcro dell'enoturismo

11 Maggio 2026, 20:42

20:50

Palermo, torna Sicilia en Primeur: sostenibilità, identità e intelligenza artificiale trainano la cultura del vino dell'isola

Palermo torna al centro del dibattito sul vino italiano con la ventiduesima edizione di Sicilia en Primeur, l’evento di Assovini Sicilia che fino al 15 maggio porterà nell’isola oltre cento giornalisti internazionali alla scoperta del patrimonio vitivinicolo regionale tra degustazioni, visite in cantina ed esperienze sul territorio.

Ad aprire il convegno inaugurale “Taste the Island. Live the Story”, ospitato all’Oratorio dei Bianchi, è stata la presidente di Assovini Sicilia, Mariangela Cambria, che ha sottolineato il valore sempre più strategico dell’enoturismo per la Sicilia. “Parlare di vino in Sicilia significa inevitabilmente parlare di viaggio”, ha spiegato, evidenziando come il vino oggi rappresenti non solo un prodotto, ma uno strumento capace di raccontare paesaggio, cultura, identità e comunità dell’isola. Cambria ha inoltre ribadito il ruolo di Palermo come simbolo della stratificazione culturale siciliana e luogo ideale per raccontare la complessità e la ricchezza del vino regionale.

Ai saluti introduttivi è intervenuto anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha evidenziato il legame sempre più forte tra vino, cultura e turismo esperienziale, sottolineando come Palermo e la Sicilia abbiano oggi l’opportunità di consolidarsi tra le grandi destinazioni internazionali dell’enoturismo grazie alla combinazione tra patrimonio culturale, accoglienza e qualità agroalimentare.

Al centro del confronto il nuovo modello dell’enoturismo siciliano, tra sostenibilità, formazione, intelligenza artificiale e nuove modalità di relazione con il consumatore.

A delineare il quadro è stato il report realizzato da Lumsa-Ceseo (Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo), illustrato dal coordinatore scientifico Antonello Maruotti, che restituisce l’immagine di un comparto ormai maturo, internazionale e sempre più strategico per lo sviluppo del vino siciliano. I dati confermano una crescita costante dell’enoturismo nell’isola: nel 2025 il 61,4% delle cantine ha registrato un aumento dei visitatori, mentre il 74,7% segnala una prevalenza di clientela straniera, soprattutto proveniente da Europa e Stati Uniti. “Il mercato dell’enoturismo in Sicilia non va creato da zero — è stato sottolineato durante il convegno — perché i turisti sono già qui e scelgono di vivere esperienze autentiche legate al vino durante la loro vacanza”.

Secondo lo studio, il visitatore tipo è un wine lover tra i 30 e i 50 anni, interessato a esperienze sempre più premium e integrate con gastronomia, ospitalità e cultura del territorio. La sfida oggi non è tanto attrarre nuovi flussi, quanto trasformare questa domanda internazionale già presente in maggiore valore economico stabile per le aziende e per il territorio.

Tra i punti di forza del modello Sicilia emerge con forza anche la sostenibilità: il 86,7% delle cantine produce energia da fonti rinnovabili, mentre quasi sei aziende su dieci coprono almeno il 40% del proprio fabbisogno energetico con fonti green. Un tema rilanciato anche da Alberto Tasca, presidente della Fondazione SOStain Sicilia, che ha ricordato i risultati raggiunti dal protocollo di sostenibilità regionale: “Con 23 milioni di bottiglie prodotte e 6.300 ettari certificati, SOStain è diventato molto più di un semplice protocollo: è un metodo di lavoro fondato su quattro principi fondamentali — misurare, verificare, formare e migliorare insieme”.

L’enoturismo, dunque, si conferma sempre più un asset strategico per il vino siciliano, capace di legare sostenibilità, identità territoriale e sviluppo economico.

Nel corso del convegno spazio anche alla visione del nuovo presidente del Consorzio DOC Sicilia, Alessio Planeta, che ha richiamato il valore identitario della biodiversità vitivinicola dell’isola. “La Sicilia non potrà mai raccontarsi attraverso un solo vino — ha spiegato — perché è una terra attraversata da diciannove civiltà e sedici lingue diverse”. Planeta ha ricordato i numeri della DOC Sicilia — circa 7.000 viticoltori, oltre 530 imbottigliatori, 21 mila ettari vitati e oltre 80 milioni di bottiglie prodotte — sottolineando la volontà del Consorzio di continuare a investire sui vitigni storici dell’isola. Dal Grillo al Catarratto-Lucido fino al Nero d’Avola, “grande ambasciatore del vino siciliano nel mondo”, il lavoro sarà quello di valorizzare nuove interpretazioni stilistiche e rafforzare il legame tra vino, territorio e identità siciliana.

Tra i temi affrontati anche il rapporto tra vino e nuove generazioni, con i dati dell’Osservatorio Giovani & Vino presentati da Vincenzo Russo, Università IULM, e il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’enoturismo illustrato da Edoardo Colombo, presidente Turismi.AI, che ha definito la Sicilia “un possibile laboratorio avanzato di turismo del vino capace di unire identità, sostenibilità e innovazione digitale”.