l'appello
Emergenza diabete: pazienti soli e sanità in tilt tra ritardi e disservizi
"Manca una struttura operativa di base": la denuncia dell'AGD mette a nudo le falle dell'Asp
È una patologia che, secondo le statistiche, riguarda oggi tra il 5% e il 10% della popolazione, con numeri in crescita esponenziale anche nel territorio agrigentino, vuoi per stili di vita errati, vuoi per un aumento dei casi con insorgenza per cause di natura genetica. Eppure, ad oggi, chi soffre di diabete ad Agrigento denuncia di essere sempre più solo e di non poter contare su una reale presa in carico dei pazienti del servizio sanitario. A segnalarlo è l'Associazione Giovani Diabetici di Agrigento, con un’analisi attenta di quella che appare come una ferita aperta nella tutela della salute pubblica.
Sebbene la Sicilia soffra di una carenza di dati ufficiali, le testimonianze raccolte sul campo dall'AGD e il confronto con gli specialisti restituiscono una realtà drammatica: ad Agrigento l'assistenza è frammentata e priva di una struttura solida: «All’interno dell’ospedale sono presenti un ambulatorio dedicato ai pazienti ad alta complessità e un riferimento per i pazienti pediatrici all’interno della pediatria – dicono dall’associazione -, ma manca una struttura operativa di base adeguata per la gestione ordinaria del diabete».
Le conseguenze si ripercuotono sul percorso del paziente, che viene – secondo la denuncia – lasciato solo nel gestire il proprio percorso, «con tutte le difficoltà che questo comporta nell’orientarsi tra visite (con tempi di prenotazione che possono arrivare a mesi e mesi), controlli, terapia, educazione sanitaria e accesso agli strumenti necessari per il monitoraggio». L’associazione inoltre evidenzia che la gestione del paziente diabetico non può essere un compartimento stagno, e per questo si chiede innanzitutto la multidisciplinarità.
Per questo l’associazione guarda a quanto avviene in altre città, dove la presa in carico ambulatoriale ed ospedaliera è strutturata, sono disponibili équipe multidisciplinari, vi è una reale integrazione tra ospedale e territori e un accesso ordinato alle tecnologie e all’educazione terapeutica e chiede che questo possa avvenire anche qui. Si chiede all’Asp di garantire una presa in carico strutturata sin dall’esordio, rafforzare la diabetologia ospedaliera di base, integrare la gestione del diabete nei diversi reparti e assicurare continuità assistenziale.