Giudiziaria
Galvagno e l'auto blu, scontro sui conti: per l'accusa 36.864,47 euro, per l'Avvocatura dello Stato solo 215,44 euro
Si ritengono contestabili solo le spese per carburante e non il leasing né il compenso dell'autista
Per il reato di peculato contestato al presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, sotto processo a Palermo anche per corruzione e truffa, i danni nei confronti dell’amministrazione pubblica ammontano, secondo l’accusa a 36.864,47, cifra quantificata dalle indagini svolte dalla guardia di finanza. Ma per l’Avvocatura dello Stato, che assiste l’Assemblea regionale e la Regione siciliana costituitesi parti civili, il danno per le casse del Parlamento sarebbe di 215,44 euro. Una differenza sostanziale tra le due somme dovuta a una valutazione diversa delle voci contestabili per il presunto uso illegittimo dell’auto blu in 59 casi.
La cifra di quasi 37 mila euro è la somma delle spese di carburante per viaggi ritenuti illegittimi perché non istituzionali, del canone giornaliero del leasing in quei giorni e del compenso per quelle missioni incassate dall’autista. L’Avvocatura chiede invece poco più di 200 euro, il costo della sola benzina. Cifra più o meno analoga a quella quantificata dalla difesa di Galvagno, secondo cui nel calcolo non andrebbero inserite le voci del leasing e del compenso dell’autista in quanto già in carico al bilancio interno dell’Ars a prescindere dall’uso o meno dell’auto blu.