Garlasco
La controffensiva di Sempio: sei consulenze per smontare l’accusa. Nel mirino Dna, impronte, audio e profilo psicologico
Nuova battaglia tecnica nel caso Chiara Poggi. I legali del 38enne contestano gli elementi chiave dell’inchiesta e preparano una corposa memoria da depositare ai magistrati di Pavia
Sei consulenze tecniche, un pool di specialisti e una memoria difensiva destinata a contestare punto per punto il nuovo impianto accusatorio della Procura di Pavia. È partita la controffensiva di Andrea Sempio, il 38enne che gli inquirenti indicano oggi come il possibile autore dell’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco.
Mentre la Procura pavese – guidata dall’aggiunto Stefano Civardi con le pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano – sostiene che sarebbe stato Sempio a colpire la ragazza «con odio» e «crudeltà», la difesa del 38enne prepara ora una risposta tecnica su ogni elemento dell’indagine.
Sempio a Roma per gli accertamenti genetici
Il primo passo è stato compiuto a Roma, nel laboratorio Genomica, dove Sempio si è sottoposto ai primi accertamenti tecnici sul materiale biologico. Alle operazioni parteciperà anche la genetista Marina Baldi.
L’obiettivo è contestare le conclusioni degli inquirenti sul fronte del Dna, uno degli elementi ritenuti centrali nella nuova ipotesi investigativa.
Profilo psicologico contro il Racis
Parallelamente è partita anche una consulenza personologica. Lo ha confermato il legale Liborio Cataliotti, spiegando che Sempio ha incontrato una psicologa, psicoterapeuta e criminologa incaricata di ricostruirne il profilo comportamentale.
La relazione servirà a confrontarsi con il profilo elaborato dal Racis, chiamato dalla Procura a lavorare anche sugli appunti sequestrati lo scorso anno.
Impronte, sangue e orario della morte
Tra le sei consulenze annunciate ci sarà anche un approfondimento medico-legale per rivalutare cause e orario della morte di Chiara Poggi.
Un altro esame riguarderà invece la compatibilità antropometrica delle impronte, con particolare attenzione alla cosiddetta “impronta 33”, la traccia palmare rinvenuta sulla parete delle scale vicino al corpo della vittima e che, secondo i pm, sarebbe stata lasciata da Sempio con una «mano bagnata».
La difesa contesta radicalmente questa attribuzione e chiede che la traccia venga comparata anche con la cosiddetta “impronta 45”, una piccola macchia di sangue che, secondo la Procura, potrebbe essere collegata all’arma del delitto.
Prevista inoltre una replica alla Bloodstain Pattern Analysis, l’analisi delle tracce ematiche utilizzata dagli investigatori per ricostruire la dinamica dell’aggressione.
Gli audio delle intercettazioni
Nel mirino della difesa anche le intercettazioni ambientali registrate attraverso una microspia installata nell’auto di Sempio.
I tecnici incaricati dovranno “ripulire” gli audio, definiti dagli avvocati «poco comprensibili e difficilmente ascoltabili da un normale orecchio umano». Tra i dialoghi già finiti online, anche quelli relativi alla “penna” contenente presunti video intimi e alcuni riferimenti a Chiara Poggi.
Il passaggio in via Pascoli
Uno dei punti su cui insiste la Procura riguarda gli spostamenti del giovane il giorno del delitto.
Secondo gli inquirenti, Sempio avrebbe mentito quando, nel 2008, raccontò di essere transitato casualmente in Via Pascoli dopo aver notato un’ambulanza e alcune persone.
Nelle nuove carte depositate dai pm si legge che quel passaggio non sarebbe compatibile con il tragitto tra la casa della nonna e quella familiare, trovandosi «esattamente nella direzione opposta». Per l’accusa, la versione del 38enne sarebbe quindi «palesemente inverosimile» e potrebbe indicare un ritorno consapevole sul luogo del delitto.
La rogatoria negli Stati Uniti
L’inchiesta è arrivata fino negli Stati Uniti. La Procura di Pavia ha attivato una rogatoria internazionale nei confronti di Meta Platforms, con l’obiettivo di recuperare eventuali contenuti di un profilo Facebook chiuso da Sempio nel febbraio 2017, subito dopo il primo interrogatorio.
Secondo quanto emerge dagli atti, il tentativo non avrebbe prodotto risultati utili: «La rogatoria non ha consentito di riempire il vuoto informativo».
L’ombra sulla vecchia archiviazione
Negli atti compare anche il nome dell’ex carabiniere Silvio Sapone, ascoltato nell’ambito dell’inchiesta bresciana per presunta corruzione in atti giudiziari.
Davanti ai magistrati avrebbe confermato contatti frequenti con Sempio durante la prima indagine, poi archiviata nel 2017, spiegando di averlo rassicurato in più occasioni sullo sviluppo del fascicolo.
Due settimane di silenzio
Il lavoro dei consulenti dovrebbe concludersi entro un paio di settimane. Poi la difesa depositerà in Procura una corposa memoria tecnica, considerata al momento più probabile di una richiesta di interrogatorio.
Nel frattempo, come annunciato dai legali, scatterà il silenzio stampa.
Sul fronte parallelo, la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni, starebbe invece preparando l’istanza di revisione davanti alla Corte d’Appello di Brescia, attesa tra giugno e luglio. La vicenda giudiziaria di Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio, entra così nella sua fase più delicata.