il caso
Nel Catanese, si finge carabiniere e raggira con un complice un'anziana: «Dobbiamo verificare la provenienza di alcuni gioielli»
I carabinieri hanno individuato e denunciato un 48enne residente a Tremestieri Etneo e un 29enne di Misterbianco
Si è finto un carabiniere e ha raggirato con un complice una 90enne, ma i truffatori sono stati scoperti dai militari della sezione operativa della Compagnia di Gravina di Catania che hanno denunciato un 48enne residente a Tremestieri Etneo e un 29enne di Misterbianco.
L’attività trae origine dalla denuncia presentata dall’anziana signora che, nel febbraio scorso, era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come carabiniere, riferendole della necessità di verificare alcuni gioielli in suo possesso, poiché forse provenienti da un furto denunciato in una gioielleria della zona.
Durante la telefonata, l’interlocutore aveva informato la donna che di lì a poco l'avrebbe raggiunta in casa con un collega incaricato di fotografare bracciali e collanine per alcune verifiche. Poco dopo, infatti, un uomo si era presentato a casa della vittima, convincendola a consegnargli un sacchetto contenente i propri gioielli con il pretesto, appunto, di controllarne la provenienza. Approfittando, poi, di un momento di distrazione della signora, il malvivente si era allontanato con il bottino.
I carabinieri, venuti a conoscenza del raggiro, hanno immediatamente avviato le indagini e, per prima cosa, hanno analizzato i sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e lungo le vie limitrofe all’abitazione della vittima. Dalla visione delle immagini, i militari hanno individuato l’auto utilizzata dal truffatore e, gli accertamenti successivi hanno permesso di risalire al contratto di noleggio del veicolo: quel giorno, l’utilitaria era stata presa a noleggio proprio dal 48enne.
Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare anche il secondo autore materiale della truffa, ovvero colui che si era presentato nell’abitazione dell’anziana sottraendole i gioielli. Determinanti sono stati l’analisi comparata delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza e i riscontri investigativi sul territorio svolti dai carabinieri, che hanno consentito di ricostruire il ruolo di entrambi nella vicenda.