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l'incidente

L'ultimo atto d’amore di suor Nadir annegata per salvare gli altri, l'arcivescovo di Catania: «Lascia testimonianza di fede e carità»

Domani a San Giovanni La Punta i funerali. Il dolore, la speranza e il cordoglio della comunità religiosa

13 Maggio 2026, 11:35

11:40

L'ultimo atto d’amore di suor Nadir annegata per salvare gli altri, l'arcivescovo di Catania: «Lascia testimonianza di fede e carità»

Il mare agitato, le urla, il tentativo disperato di mettere in salvo le altre consorelle prima di essere inghiottita dalle onde. È morta così suor Nadir Santos da Silva, 45 anni, trascinata via dalla corrente nelle acque del litorale catanese della Plaia, mentre cercava di soccorrere alcune religiose in difficoltà durante una giornata che doveva essere di serenità e preghiera.

Da una prima ricostruzione, le suore stavano trascorrendo una giornata di passeggiata comunitaria. Entrando in acqua, le onde erano molto forti. Sono entrate nella parte bassa del mare, ma la corrente e il moto ondoso le hanno trascinate un po’ più al largo, facendole finire in difficoltà senza riuscire a riguadagnare la riva. Momenti drammatici, consumati in pochi istanti, sotto gli occhi attoniti di chi si trovava in spiaggia. Un’altra sorella, suor Gessica, è entrata immediatamente in mare per aiutare le religiose in difficoltà. Lo stesso ha fatto suor Nadir, senza esitazione. Le due suore sono riuscite a raggiungere le consorelle e a spingerle verso la riva, nel disperato tentativo di salvarle dalla furia delle onde. Mentre suor Gessica è poi riuscita a uscire dall’acqua stremata ma viva, suor Nadir avrebbe perso i sensi durante le operazioni di soccorso, scomparendo tra i flutti.

Alcuni bagnanti hanno tentato di aiutarla, mentre veniva l’allarme ai soccorritori. Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i sanitari del 118, ma per la religiosa non c’è stato nulla da fare. Per una delle suore coinvolte si è reso necessario il trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale di Lentini, in provincia di Siracusa. Le sue condizioni, secondo quanto appreso, non sono gravi.

Suor Nadir da tempo era impegnata nelle attività pastorali e nella vita comunitaria della parrocchia San Giovanni Battista di San Giovanni La Punta, dove aveva saputo costruire legami profondi con giovani, famiglie e anziani. Un dolore composto quello espresso dalla parrocchia sulla propria pagina Facebook: «Con profondo dolore ma sostenuti dalla speranza della fede pasquale, annunciamo la scomparsa della nostra amata. Ringraziamo Dio per il dono della sua vita, per la sua presenza tra noi e per tutta la sua dedizione all'Istituto, alla Chiesa e alla missione di collaborare alla salvezza delle anime. Il suo impegno, la sua testimonianza e il suo amore rimarranno vivi nei nostri cuori».

Numerosi i messaggi di cordoglio comparsi sui social nelle ultime ore. Fedeli, amici e semplici cittadini hanno voluto ricordare la religiosa con parole di affetto e gratitudine, sottolineando il coraggio dimostrato nel tentativo di salvare le altre consorelle. Una morte che molti definiscono «un estremo gesto d’amore» compiuto fino all’ultimo istante senza pensare alla propria vita.

Le esequie saranno celebrate domani alle 16 nella chiesa madre di San Giovanni La Punta. La messa sarà presieduta dall’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, alla presenza delle consorelle, dei familiari e di tanti fedeli attesi per l’ultimo saluto. «La morte di suor Nadir ci addolora profondamente - dice Renna - in questo momento di grande tristezza, la Chiesa di Catania si stringe attorno alla comunità delle Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo, ai familiari e a quanti le hanno voluto bene. Il gesto compiuto da suor Nadir, nel tentativo di aiutare le consorelle in difficoltà, parla da sé e racconta una vita vissuta nel dono e nel servizio. Affidiamo questa nostra sorella alla misericordia del Signore, con gratitudine per la testimonianza di fede e di carità che lascia alla nostra comunità».  

Una comunità quella di San Giovanni La Punta, nel Catanese, chiusa in un silenzio surreale, spezzato solo dal rintocco delle campane e dal pianto sommesso di chi, in Suor Nadir, non vedeva solo una religiosa, ma un punto di riferimento luminoso.

Le parole dei sacerdoti dipingono il ritratto di una donna che ha vissuto la sua fede con naturalezza e dedizione assoluta. don Domenico Cosentino, parroco della Chiesa Madre, ha dato voce allo smarrimento collettivo.

«Siamo scossi, ma restiamo pieni di speranza. Sappiamo che suor Nadir continuerà a seguirci dal cielo e pregherà affinché la nostra fede si rafforzi».

Toccante la testimonianza di don Roberto Catalano, che solo pochi giorni fa l’aveva incrociata nella quotidianità della missione. «Ho impresso il volto di suor Nadir in compagnia delle altre sorelle, nella semplicità e nella normalità di un incontro che non lasciava presagire nulla di tutto questo. Ricevere una notizia così triste crea un contrasto doloroso, come se il tempo avesse subito uno strappo improvviso e violento. Rientrando a casa poco fa, con il cuore ancora appesantito da questo annuncio, ho trovato la Chiesa del monastero aperta. È stato un richiamo naturale, quasi irresistibile: mi sono fermato, sentendo il bisogno di lasciare fuori il rumore del mondo per cercare nel silenzio della preghiera un modo per elaborare quanto accaduto».

Le consorelle dell’istituto carmelitano, pur provate da una perdita così lacerante, hanno voluto trasformare il lutto in un inno di gratitudine. In un messaggio condiviso con la comunità, hanno ricordato la sua totale dedizione alla missione e alla salvezza delle anime.