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il processo

«Mi sei testimone, questo è venuto per screditare mio fratello»: l'incontro tra Paolo Berlusconi e l'ex gelataio legato ai Graviano

Il caposcorta in aula racconta quanto è avvenuto tra l'imprenditore e Salvatore Baiardo accusato di favoreggiamento con aggravante mafiosa e calunnia

13 Maggio 2026, 14:30

Salvatore Baiardo

Salvatore Baiardo

“Mi sei testimone, questo è venuto per screditare mio fratello”.

È lo sfogo di Paolo Berlusconi rivolto all’allora suo caposcorta, al termine di un incontro con l’ex gelataio di Omegna, Salvatore Baiardo, svoltosi nel marzo 2011.

A riferirlo è stato proprio il poliziotto, oggi in pensione, sentito nel processo in corso a Firenze nei confronti di Baiardo — ritenuto vicino ai fratelli Graviano — imputato per favoreggiamento personale con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e per calunnia continuata e aggravata ai danni del giornalista Massimo Giletti e dell’ex sindaco di Cerasa Giancarlo Ricca.

Rispondendo alle domande dei pm Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio, l’agente ha raccontato di essere stato avvicinato per strada a Milano, nei pressi della sede del quotidiano il Giornale, da Baiardo, il quale, dopo aver elencato i propri precedenti penali, aveva chiesto un appuntamento con Paolo Berlusconi.

L’editore acconsentì. L’incontro si tenne circa un’ora più tardi, nel suo ufficio. “Accompagnai Baiardo e attesi dietro la porta chiusa, perché, qualora ce ne fosse stato bisogno, sarei potuto intervenire prontamente”, ha dichiarato l’ex caposcorta.

Il colloquio durò una ventina di minuti. “Al termine accompagnai Baiardo all’uscita. Al ritorno, Paolo Berlusconi disse: ‘Mi sei testimone, questo è venuto per screditare mio fratello’.”

Baiardo, assistito dall’avvocato Roberto Ventrella, oggi non era presente in aula, ma ha partecipato all’udienza da remoto.