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l'inchiesta

Garlasco, il Dna, lo scontrino e i soliloqui: i 21 indizi contro Andrea Sempio

Ecco il mosaico d'accusa che inchioda l'amico del fratello di Chiara. Tra intercettazioni shock e nuove perizie sulla morte, la Procura riscrive la storia giudiziaria del delitto

13 Maggio 2026, 16:01

16:10

Garlasco, il Dna, lo scontrino e i soliloqui: i 21 indizi contro Andrea Sempio

A quasi 19 anni dal tragico 13 agosto 2007, il caso dell'omicidio di Chiara Poggi torna prepotentemente al centro della cronaca giudiziaria, abbattendosi come un vero e proprio terremoto sulle sentenze già scritte. La Procura di Pavia ha ufficialmente chiuso le nuove indagini, puntando il dito contro Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, indicato oggi come l'unico responsabile del delitto attraverso 21 elementi raccolti negli atti.

Questa clamorosa svolta non si limita a esplorare una pista alternativa, ma sposta l'intero baricentro dell'inchiesta: ridefinisce il movente, rilegge le prove scientifiche e apre concretamente la strada alla Procura Generale di Milano per un'eventuale revisione del processo di Alberto Stasi, attualmente condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

L'impianto accusatorio non si poggia su un'unica "pistola fumante", ma su un mosaico di indizi che gli inquirenti considerano una "narrazione coerente". Tra i 21 elementi spiccano tre telefonate effettuate a casa Poggi nei giorni precedenti al delitto, che Sempio aveva giustificato ignorando l'assenza di Marco Poggi, ma che l'accusa interpreta come tentativi mirati di contattare Chiara. Ancora più inquietanti sono i contenuti emersi dalle intercettazioni e dai soliloqui dell'indagato: riferimenti a video intimi di Chiara e Alberto Stasi e a un approccio sessuale rifiutato. Per i pm, è qui che si annida il movente: un misto di ossessione, rabbia e risentimento che ha portato alla pesante accusa di omicidio volontario pluriaggravato per crudeltà e motivi abietti.

La scienza torna a essere il principale campo di battaglia. Sotto i riflettori c'è nuovamente il Dna rinvenuto sulle unghie della vittima, che la nuova indagine attribuisce alla linea paterna di Sempio, compatibile con un contatto diretto, insieme alla celebre e dibattuta impronta palmare "33" trovata sul muro della scala della cantina. A questo si aggiunge la nuova consulenza medico-legale dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo, che sposta l'orario della morte a circa mezz'ora dopo la colazione e ipotizza una prima, violenta colluttazione tra Chiara e il suo aggressore.

A completare il quadro accusatorio è la caduta dell'alibi storico di Sempio. Lo scontrino del parcheggio di Vigevano, da lui sempre esibito per giustificare i suoi spostamenti la mattina del delitto, viene ora ipotizzato dagli inquirenti come un "alibi precostituito", creato a distanza di tempo.

Nonostante l'avviso di conclusione delle indagini sia stato notificato il 7 maggio 2026, la resistenza a questa nuova verità è fortissima. La difesa di Sempio rigetta in blocco il quadro accusatorio, rivendicando l'autenticità dello scontrino e ridimensionando il valore delle intercettazioni. Ma l'opposizione più dura arriva dalla stessa famiglia Poggi: i legali dei familiari hanno escluso i presupposti per una revisione della condanna di Stasi e hanno criticato l'inchiesta, parlando di investigatori "condizionati da contesti opachi"