il paradosso
Niente acqua nelle case, ma si perde scorrendo sull’asfalto
Da due settimane ormai rubinetti all'asciutto per i residenti nelle vie Trigona e Papa Giovanni XXIII a Tremestieri
Mentre il dibattito pubblico si concentra spesso sui grandi temi della sostenibilità e del risparmio idrico, i residenti di via Trigona e via Papa Giovanni XXIII si trovano a fare i conti con una realtà molto più prosaica e frustrante: quattordici giorni senza acqua corrente.
Una situazione che è diventata molto pesante per tutti i residenti della zona. Da due settimane, i cittadini di questa zona vivono un vero e proprio paradosso. Da un lato, all’interno delle abitazioni, i rubinetti tossiscono aria o rilasciano un filo d’acqua insufficiente anche per le necessità basilari di igiene e cucina.
Dall’altro, a pochi metri dai portoni d’ingresso, l’acqua scorre abbondante sull’asfalto. La causa del disservizio sembra infatti riconducibile a una vistosa perdita stradale dovuta alla rottura di una conduttura. Nonostante le segnalazioni inoltrate agli uffici competenti, il guasto continua a riversare litri di preziosa risorsa idrica in strada, sottraendo pressione alla rete che dovrebbe servire le utenze domestiche. «Siamo esausti», riferisce un residente della zona.
«Vedere l’acqua sprecata in strada mentre noi non possiamo nemmeno farci una doccia o avviare la lavatrice è uno schiaffo in faccia. Sono due settimane che chiamiamo, ma finora non si è visto nessuno».
Il problema non riguarda solo il disagio quotidiano, ma solleva questioni di igiene pubblica. L’impossibilità di utilizzare i servizi sanitari correttamente inizia a pesare sulle famiglie e sugli anziani del quartiere. Lo spreco d’acqua dovuto alla perdita stradale è un costo che, in un modo o nell’altro, ricade sulla collettività.
Il flusso costante d’acqua rischia di ammalorare il manto stradale, creando buche o pericoli per i mezzi a due ruote.
«È inaccettabile che nel 2026 un guasto segnalato richieda tempi di intervento così lunghi - spiega un residente della zona - specialmente quando questo priva i cittadini di un bene primario. La nostra pazienza è ormai esaurita». Si attende ora un intervento urgente da parte degli enti gestori.