Caltagirone
Processo Floridia, la difesa: «Assolvete Andrea Bellia»
Si è svolta, davanti ai giudici della Terza Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Catania, l’ultima delle udienze nel giudizio di secondo grado dedicate all’arringa della legale dell’uomo
«Assolvete Andrea Bellia». È la richiesta dell’avvocata Pilar Castiglia, che assiste l’imputato dell’omicidio di Simona Floridia (per il quale l’uomo è stato condannato in primo grado, per omicidio volontario, a 21 anni di reclusione, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione dalla potestà genitoriale per la durata della pena e al pagamento di una provvisionale), la 17enne che, il 16 settembre 1992, uscita per una passeggiata con le amiche, non tornò più a casa. Si è svolta, davanti ai giudici della Terza Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Catania, l’ultima delle udienze, nel giudizio di secondo grado, dedicate all’arringa della legale dell’uomo che, nel sostenere l’estraneità totale di questi alle accuse contestategli, ha anche insistito sulla non configurabilità, nel caso in questione, dell’eventuale aggravante dei futili motivi. Il processo riprenderà dopo l’estate: sono infatti fissate per il 21 settembre le repliche della pubblica accusa e della parte civile e, a seguire, quella della stessa difesa. La sentenza dovrebbe essere emessa nelle settimane successive.
Come si ricorderà, lo scorso 10 dicembre il pubblico ministero - l’avvocato generale Angelo Busacca - ha chiesto la conferma della pena inflitta in primo grado. La condanna dell’uomo anche in appello è stata sollecitata pure dall’avvocato Giuseppe Fiorito, legale di parte civile (assiste la madre e il fratello della povera ragazza). Anche il processo d’appello si è giocato in larga parte sulle affermazioni del teste-chiave, l’amico di una volta a cui Bellia avrebbe affidato per due volte la confessione di essere lui il responsabile della scomparsa di Simona, mostrandogli prima il luogo del delitto (Monte San Giorgio, nella zona nord di Caltagirone) e poi, in ospedale, quando temeva di rimanere paralizzato dopo un incidente stradale, confermandogli di essere stato lui a fare sparire la ragazza. Dichiarazioni, queste, ritenute pienamente riscontrabili dal Pm e dalla parte civile e, invece, assolutamente inattendibili dalla difesa.