Adrano
La casa dello spaccio: Cassazione: 5 conferme. Annullamenti per due, c'è il fratello del pentito
La polizia aveva scoperchiato un giro illecito di sostanze stupefacenti. Poi è arrivata la collaboratore di uno dei trafficanti
Condanna annullata con rinvio per Fabio Castelli, arrestato nel secondo capitolo dell’operazione “Adrano Libera”. Le accuse sono per droga. La Cassazione ha accolto il ricorso dell’avvocato Francesco Messina che chiedeva per il suo assistito il riconoscimento della continuazione con la sentenza del primo filone dell’inchiesta. La Suprema Corte ha rispedito quindi gli atti a Catania, che dopo il deposito delle motivazioni dovrà fissare un nuovo appello per ricalcolare la pena a titolo di continuazione. La Corte d’Appello aveva condannato Fabio Castelli a 13 anni e 10 mesi, questo annullamento porterà quindi a una notevole riduzione. Dovrà essere esaminata anche la posizione di Vincenzo Bauso, assistito dall’avvocato Salvatore Catalfo. In questo caso il rinvio è basato su un aggravante del reato di spaccio di droga.
Rigettati o inammissibili gli altri cinque ricorsi. Sono state quindi confermate le condanne per il collaboratore di giustizia Vincenzo Castelli — 6 anni e 10 mesi, Agatino Di Marzo — 5 anni e 10 mesi, Francesca Auteri — 2 anni, 9 mesi, 10 giorni e 13.333 euro, Alfio Bisicchia — 5 anni e 10 mesi di reclusione, Gaetano Di Giovanni — 4 anni e 4 mesi e 18.000 euro di pena.
L’operazione della polizia è scattata tre anni fa con cinque arresti. Le indagini hanno permesso di scoprire una piazza di spaccio in una casa di via Rometta, ad Adrano, in cui si smerciava marijuana, cocaina ed eroina. Una percentuale degli incassi sarebbe dovuta andare ai Santangelo-Taccuni di Adrano. Nel corso degli accertamenti sono stati sequestrati anche armi oltre che sostanza stupefacente. L’inchiesta si è basata sostanzialmente su pedinamenti e intercettazioni. Ma poi, a un certo punto, Vincenzo Castelli — fratello di Fabio — ha deciso di entrare nel programma dei collaboratori di giustizia. E i verbali sono entrati nel fascicolo del processo penale. Nel 2022, infatti, dopo l’arresto nel blitz Agorà, Enzo Castelli ha cominciato a vuotare il sacco con i pm della Dda etnea. La svolta nei guadagni della droga sarebbe arrivata dopo aver conosciuto Gabriele Santapaola, il fratello di Ciccio “colluccio”. Lo stesso che nel 2016 è stato fermato dal Ros nella retata Kronos nella veste di rappresentante di Cosa Nostra etnea. Il primo incontro fra il pentito e il rampollo dei Santapaola sarebbe avvenuto nel 2018 a Catania.