La lite condominiale
Accoltella la vicina per un ospite poco gradito: la pm chiede la condanna per tentato omicidio
Il fatto di sangue è accaduto in un palazzo di via Del Principe. L'altro imputato invece ha fatto istanza di patteggiamento.
Dieci anni di condanna per tentato omicidio. Questa è stata la richiesta della pm Lina Trovato avanzata al gup Pietro Currò nei confronti di Valeria Razza, accusata di aver accoltellato una condomina del suo palazzo, in via Del Principe a Catania, il 20 luglio 2025.
La magistrata, nel corso della requisitoria, ha analizzato il quadro accusatorio ritenendolo schiacciante. Ci sono infatti i filmati degli impianti di videosorveglianza del palazzo che hanno immortalato la donna con il coltello in mano.
Immagini che furono estrapolati dai poliziotti informatici dopo che avevano cercato di cancellarli dai computer.
Il movente dell'aggressione è collegato a tensioni fra residente dello stesso stabile: la vittima in quel periodo stava ospitando una persona che sarebbe stata poco gradita agli altri vicini.
E così Razza si è scagliata contro la donna e l'ha colpita. Ma ancor prima di questo a minacciare lei e il suo ospite era stato Bryan Catania, altro imputato del processo, che ha addirittura gridato: «Io sono "carateddu"». Affermazioni legate a delle parentele con personaggi del clan citato.
La ferita è riuscita ad andare in ospedale e a farsi medicare. Ma nel frattempo sono state avviate indagini e intercettazioni che hanno incastrato i due imputati.
Una volta conclusa la discussione della pm, ha preso la parola l’avvocato Francesca Licitra, che si è associata alla richiesta dell'accusa e da depositato una memoria.
Il difensore dell'imputata, l'avvocato Giuseppe Lipera, ha invece contestato la qualificazione giuridica del fatto prospettata dalla procura, chiedendo la derubricazione del reato da tentato omicidio a lesioni personali.
«Dalla documentazione sanitaria acquisita sarebbe dimostrato che le lesioni riportate dalla vittima sono risultate guaribili in soli dieci giorni e non hanno interessato organi vitali1». Lipera ha anche chiesto il riconoscimento della circostanza attenuante della provocazione, nonché delle attenuanti generiche, da ritenersi prevalenti rispetto alle aggravanti contestate, invocando il minimo trattamento sanzionatorio previsto dalla legge.
Catania, invece, è difeso dall'avvocato Maria Caltabiano che ha proposto il patteggiamento per il reato di violenza privata aggravata.
La decisione del gup arriverà per questa posizione dopo la sentenza per il reato di tentato omicidio. Si torna in aula il 25 giugno. L'altra imputata, Graziella Sangiorgio che non è mai stata sottoposta a misura cautelare, invece è stata già rinviata a giudizio. E il processo comincerà a settembre.
