il caso
L'amaro paradosso blu della Sicilia: perché le nostre spiagge hanno così poche bandiere
I 1.652 chilometri di linea di costa fruttano solamente 16 riconoscimenti, un numero molto inferiore a regioni più piccole come le Marche e l'Abruzzo. L'assessore Savarino lancia la sfida dei servizi: in arrivo un fondo da 5 milioni di euro per i 123 comuni rivieraschi
La Sicilia, con i suoi 1.652 chilometri di litorale e un mare ammirato in tutto il mondo ma presenta un dato che sorprende e delude: appena 16 Bandiere Blu. Un bilancio modesto se confrontato con altre regioni italiane.
Le Marche, ad esempio, su soli 185 chilometri di costa conquistano 20 riconoscimenti; la Puglia primeggia con 27 località premiate su un fronte marino grande la metà di quello siciliano (870 km). Persino l’Abruzzo, con appena 170 chilometri di arenili, eguaglia l’Isola con 16 vessilli.
La ragione di questo divario non riguarda tanto - o comunque non solo - la qualità delle acque, quanto il rispetto di standard internazionali sempre più stringenti su servizi e infrastrutture: impianti di depurazione, accessibilità per le persone con disabilità, piste ciclabili, arredo urbano, gestione dei rifiuti. È qui che la Sicilia sconta ritardi cronici.
A spiegarlo è l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, che assolve la natura e accusa le carenze strutturali: «Abbiamo morfologicamente molti tratti delle nostre coste che potrebbero accedere alle Bandiere Blu, perché non sono pericolose e hanno acque limpidissime ma sono i servizi quelli che ci penalizzano: ad esempio la mancanza di docce, le carenze nell'accessibilità, i servizi, le iniziative plastic free».
Sul nodo dei depuratori, Savarino riconosce responsabilità stratificate nel tempo, ammettendo «un mix di distrazione e disattenzione». Che però ad esempio fa sì che le bandiere blu siciliane siano tutte raggruppate tra il Messinese e il Ragusano dove la sfida della depurazione è stata quasi vinta.
Per cambiare rotta, la Regione Siciliana ha varato nell’aprile del 2026 una vera e propria terapia d’urto. «Nella finanziaria ho predisposto un fondo di 5 milioni per i 123 comuni costieri per realizzare progetti per migliorare le spiagge libere, e quindi realizzare quei servizi che servono per ottnere le bandiere blu», ha annunciato l’assessore.
Questo “tesoretto” da 5 milioni di euro vuole rompere l’inerzia amministrativa attraverso un meccanismo definito “zero stress”: le risorse saranno ripartite tra tutti i Comuni che presenteranno domanda e rispetteranno i requisiti di ammissibilità, eliminando graduatorie estenuanti e competizioni al ribasso.
Per non gravare sui bilanci locali, spesso in sofferenza, la misura prevede inoltre anticipazioni di cassa per avviare immediatamente cantieri e servizi, con il saldo riconosciuto a lavori conclusi. Si tratta - come ha sottolineato Savarino - di uno strumento rapido ed efficace consegnato ai sindaci in vista della stagione turistica.
La sfida ai 123 Comuni rivieraschi è lanciata: trasformare una bellezza naturale indiscutibile in un’eccellenza turistica e ambientale a tutto tondo.