Riposto
Sterpaglie e incuria tra le tombe
Corridoi invasi dalla gramigna, muri crepati dalle infiltrazioni e completa assenza di segnaletica: il cimitero è ormai un percorso a ostacoli per anziani e disabili
Il cimitero comunale di Riposto si presenta come un’istantanea desolante di degrado e abbandono, un "giardino di sterpaglie" che sta letteralmente assediando le cappelle e i nuovi lotti. La denuncia arriva forte e chiara dai cittadini, anche sui social, stanchi di vedere trasformato un luogo di culto e memoria in una giungla. La gramigna non è più solo un’erbaccia infestante, ma una presenza costante che divora i tortuosi corridoi interni del cimitero ripostese, avvolgendo lapidi e monumenti funebri.
Ma il degrado non si ferma al verde incolto. Un edificio di nuova costruzione, in corrispondenza del varco di via Carbonaro, con all’interno locali sulla carta adibiti ad uffici che dovrebbero servire l'utenza, giacciono chiusi. Le maniglie delle porte sono prigioniere di ragnatele stratificate e i vetri, oscurati dallo sporco, testimoniano un abbandono che dura da anni. Le sterpaglie, alte ormai oltre un metro, nascondono insidie per l'incolumità fisica di chi si avventura tra i vialetti, specialmente per i visitatori più anziani e i diversamente abili che si vedono costretti a percorrere ampi spazi di verde incolto. In diverse zone del cimitero i muri sono crepati dalle infiltrazioni, mentre all’interno del perimetro cimiteriale mancano le segnalazioni per l'uscita e dei servizi igienici.
L’area monumentale resiste al degrado. I pochi addetti alla manutenzione riescono ad assicurare tra non poche difficoltà i servizi primari, tra cui la raccolta dei rifiuti vegetali. L’indecente sfacelo primeggia, invece, nei nuovi lotti. Lampioni rotti e lapidi divelte completano un quadro di vistosa mancanza di senso civico, dove la simbologia del luogo viene umiliata dall'indifferenza istituzionale. «Sono rimasta impressionata dal degrado imperante - racconta una cittadina che frequenta il camposanto ogni settimana - vedere l'erba incolta e le lapidi abbandonate è una manifestazione lampante di incuria. È irrispettoso per chi non c’è più e pericoloso per chi resta».
Il senso di frustrazione aumenta di fronte alla percezione che nessuno intervenga, nonostante le segnalazioni siano ormai all'ordine del giorno. Chiedendo spiegazioni all’ufficio cimiteriale dell’ingresso principale si ha come l’impressione di scontrarsi con un demoralizzante muro di gomma. Alla richiesta di chiarimenti, la risposta di un addetto alle tumulazioni è stata lapidaria: «La manutenzione del verde non spetta a me, non è di mia competenza».