San Giovanni La Punta
Il commosso addio a Suor Nadir: «Il suo sacrificio nasce da una scelta quotidiana»
Addio a suor Nadir Santos: una vita di servizio culminata nel sacrificio per salvare le sorelle, celebrata tra fiori, fotografie e un silenzio carico di senso
C’è un silenzio che non è assenza di rumore, ma pienezza di significato. È quel silenzio che ha riempito ogni angolo della chiesa Madre di San Giovanni La Punta, avvolgendo i fedeli, i numerosi sacerdoti e le tantissime suore accorse per l’ultimo saluto a Suor Nadir Santos. Nell’aria non si respirava la polvere della morte, ma un amore tangibile, una presenza viva che sembrava unire la terra al cielo in un unico, commosso abbraccio.
Al centro della navata, la bara era un giardino di purezza: un manto di rose e margherite bianche la ricopriva interamente. Ma a catturare lo sguardo di tutti era la sua foto, posta sopra i fiori: quel sorriso radioso, capace di donare amore anche nel momento del dolore più profondo, sembrava rassicurare i presenti. Suor Nadir appariva così com'era sempre stata: una messaggera di gioia.
Monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania, ha dato voce a quel silenzio con parole che hanno scavato nel cuore dei presenti. Al suo fianco, in un altare gremito di presbiteri, sedeva anche l'emerito monsignor Gristina e la Madre Superiore delle Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo. «Suor Nadir è morta come è vissuta» ha scandito mons. Renna. «Il dono di sé fino al sacrificio non si improvvisa, ma è frutto di una scelta quotidiana. Il suo gesto ci insegna che dalle scelte feriali nascono i grandi segni di amore». È questo il segreto della piccola suora brasiliana annegata a Vaccarizzo per trarre in salvo le sue sorelle: non è stata l'imprudenza di un momento, ma l'eroismo di una vita intera dedicata agli altri.
Ricordata con commozione dalla sua Superiora (proprio l'anno scorso Suor Nadir aveva festeggiato i 25 anni di professione religiosa). Monsignor Bruno Lins, suo direttore spirituale, ha ripercorso il cammino di questa "punk anarchica" che, nell’entroterra di Bahia e poi a San Paolo, era lontana dalla fede, finché la potenza dello Spirito Santo non ha trasformato la sua ribellione in una totale e gioiosa sottomissione a Dio. «Non era una persona da mezze misure» ha ricordato mons. Lins. «Era incapace di accontentarsi della mediocrità, sempre alla ricerca della pienezza». In un gesto di rara potenza simbolica, la bara è stata alzata e portata a spalla dalle sue sorelle carmelitane. Le donne che lei aveva servito, amato e infine salvato, l'hanno accompagnata fisicamente verso il suo ultimo viaggio.