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Palermo

Corte dei conti contesta 763mila euro: «Fondi sulla sicurezza ai vigili urbani»

Invito a dedurre per prefetto, sindaco, assessore e comandante della polizia municipale

15 Maggio 2026, 07:10

07:20

Corte dei conti contesta 763mila euro: «Fondi sulla sicurezza ai vigili urbani»

«Danno erariale». Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il prefetto Massimo Mariani, il comandante della Polizia municipale Angelo Colucciello e l’assessore delle Risorse umane con delega ai rapporti con la Polizia municipale Dario Falzone, in piena corsa per diventare vicesindaco, sono chiamati in causa, sull’orlo di una voragine che la procura della sezione giurisdizionale per la Sicilia della Corte dei conti stima, a firma del vice procuratore generale Alessandro Sperandeo, in 763mila euro. Quello che sembrava uno strascico crepuscolare di restituzioni di somme indebitamente ricevute da parte dei vigili che aderirono ai progetti per la sicurezza finanziati nel 2024 dal governo nazionale, oggi prende le fattezze di una miccia consumata lungo mesi di polemiche, accuse, scontri sindacali. Lo stesso comandante, alla fine, aveva conteggiato su invito del ragioniere generale Bohuslav Basile, i rimborsi. Basile, all’inizio di marzo, aveva anche indicato al comando le modalità di rateizzazione sulle trattenute, di importi che il nostro giornale quantificò e che oggi assumono valori centesimali, per un «indebito oggettivo totale pari a 274.187,70 euro».

Non un dettaglio, per la procura, la posizione presa dal ragioniere generale, che all’inizio della vicenda partecipò pure a un’assemblea sindacale nella quale alcuni esponenti della sigla Csa-Cisal lo attaccarono aspramente. Lo stesso sindacato ha in forno da settimane i ricorsi al Cga tramite la procedura d’istanza al Presidente della Regione, mentre la Cgil insiste per l’affidamento di altre tranche alla contrattazione decentrata.

Il pm contabile prende atto che «se Comandante, Sindaco e Prefetto avessero accolto le ragioni significate, a più riprese, dalla Ragioneria in merito al dato normativo, i media non avrebbero divulgato la notizia, su cui questo pm ha impiantato l’attività istruttoria disvelante l’evento dannoso di natura erariale: sottrazione e distrazione delle risorse dagli scopi predefiniti». Tanti, infatti, gli articoli di stampa, inclusi quelli pubblicati da La Sicilia, allegati alle 93 “pezze d’appoggio” del lungo atto istruttorio. E siamo al punto: il pm formula un invito a dedurre contestuale alla richiesta - rigettata - di un sequestro immobiliare preventivo nei confronti del sindaco. Il nocciolo è la presunta difformità della delibera di giunta del 12 luglio 2024 che diede la stura al progetto, rispetto alle attività tipiche previste dal decreto del Ministero dell’Interno del dicembre 2023. In seguito, come è noto, l’ultimo giorno del 2024, la giunta aveva smussato, e di molto, dopo che i rilievi della Ragioneria erano stati considerati legittimi e fondati.

Ma - argomenta l’atto, controfirmato dal procuratore generale Pino Zingale - il vulnus presumibilmente causato dalla proposta di delibera in capo all’assessore Falzone, rimarrebbe, per il presunto contrasto delle attività effettivamente indicate dal decreto (finalizzate al monitoraggio dei punti nevralgici di aggregazione giovanile e della malamovida) e quelle sfociate in giunta. Tra gli altri punti, la “lettera C” che parla di «Sicurezza Urbana-Contrasto alla Mala Movida e Riqualificazione delle Aree Degradate», con la precisazione che, «a seguito delle riunioni in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, sono stati forniti i chiarimenti e le specificazioni richieste, modificando la prima stesura, tenuto fermo il costo complessivo, prevedendo di impiegare il personale di Polizia municipale».

Qui una delle domande del pm: perché un’attività tesa al monitoraggio viene declinata anche come fonte di remunerazione durante il Festino di Santa Rosalia? Nella relazione conclusiva - scrive ancora il pm - «è esplicitamente affermato che gli obiettivi originari sono mutati “in sede di realizzazione pratica”, per le richieste “continue dal Comitato” e “di partecipazione dei dipendenti”, passati da 100 unità a “circa 180”, interessati a svolgere compiti relativi al “Festino di Santa Rosalia e alla malamovida”».

La giunta aveva approvato a luglio il progetto, da affidare al comandante, con «3.083.400 euro stanziati: 1.027.800 per ogni anno del triennio 2024-2026», che prevedeva anche «15.000 euro al comandante in qualità di Rup». Nella sintesi, la procura contabile ipotizza per il sindaco «la qualità di promotore e organizzatore dell’evento dannoso», a Colucciello «contegni dolosi», a Falzone «condotte dolose» e «comportamenti dolosi, omissivi e commissivi, del Prefetto» in occasione della riunione che doveva conciliare, a maggio 2025, le tesi dei vari uffici comunali. «Il modus con cui avrebbe vagliato e definito il tema, rivela una volontà, omissiva e commissiva, di lesività crescente, che ha radicalmente eliminato l’utilità in astratto conseguibile con la riunione, cioè il conseguimento di un accordo, mai raggiunto. Ha disatteso la ratio delle norme, in capitolo di conflitto di interessi e imparzialità della P.A., permettendo al Sindaco di partecipare nella contestuale veste di “controllore” e “controllato”».