Erariale
Contratti ai morti per ricevere il rimborso, i magistrati contabili: "Danno da 5 milioni di euro"
Allfor1 Energy avrebbe firmato migliaia di contratti fittizi, anche a nome di deceduti, per intascare il denaro con flussi verso l'estero
Alcuni di quei contratti li avrebbero firmati anche i morti. Così, per la Procura regionale della Corte dei conti, ci sono pochi dubbi: si tratta di una “operazione truffaldina”. Per questo ha recapitato un invito a dedurre agli amministratori e ai soci delle società coinvolte, contestando un danno erariale superiore ai 5 milioni di euro.
Al centro, la società “Allfor1 Energy”, a cui i magistrati contabili guidati dal procuratore Pino Zingale, contestano, in sostanza, di avere fatto sottoscrivere dei contratti fittizi, per incassare i “Certificati bianchi”, cioè i Titoli di efficienza energetica. Titoli emessi da una società che fa capo al Ministero dell'Economia e delle Finanze, cioè la “Gestore servizi energetici” con il compito, appunto, di favorire il passaggio a fonti alternative di energia, in cambio dell'incentivo statale.
Peccato che quell'incentivo, secondo i magistrati, che hanno raccolto una enorme mole di documenti provenienti anche dai paralleli procedimenti penali, sarebbe stato intascato senza averne titolo.
La vicenda ha coinvolto diverse regioni d'Italia, ma è arrivata in Sicilia sostanzialmente per due motivi: la Allfor1 Energy ha sede nell'isola e la maggior parte degli interventi ha riguardato proprio la regione siciliana: si tratta di 2.713 contratti, pari al 69 per cento del totale di 3.953. Gli altri infatti sono stati sottoscritti in Calabria (743), Puglia (259), Campania (238).
Numeri che, sottolinea la Corte dei conti, sono di per sé incompatibili con la struttura societaria, considerato anche il fatto che i progetti sarebbero stati portati a termine in un arco di tempo piuttosto breve. Ma, soprattutto, scrive la Procura, si tratta di «interventi dichiarati eseguiti presso soggetti deceduti antecedentemente alla data dell’intervento; soggetti inesistenti; soggetti esistenti ma non residenti o proprietari dell’immobile in cui è stato eseguito l’intervento di efficientamento; soggetti esistenti ma che non hanno avuto alcun rapporto commerciale né con i collaboratori riportati nei progetti presentati dalla Allfor1 Energy, né con quest’ultima società».
E tra i casi approfonditi dai magistrati spicca persino la storia di un uomo morto nel novembre del 1997, cioè 19 anni prima della firma sul contratto che sarebbe stato sottoscritto dallo stesso con la società. È la storia più clamorosa tra tante storie simili, di persone decedute da dodici, dieci, cinque anni eppure destinatarie di quel progetto che avrebbe garantito alla società i Certificati bianchi (ognuno di questi vale circa 250 euro).
Oltre a un'analisi sulle effettive identità dei soggetti coinvolti come “clienti fittizi”, la Procura contabile ha scandagliato conti correnti, strutture societarie, flussi di denaro che rimbalzavano anche fuori dall'Italia, come nel caso di una banca Lituana dove le somme venivano poi prelevate anche al ritmo di mille euro al giorno. Da questa indagine, ecco il conto, salatissimo: Il presunto illecito è quantificato in 5.284.094,13 di euro. Un risarcimento chiesto ad amministratori e soci di diverse società. Le stesse che hanno fatto sottoscrivere i contratti anche ai morti.