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Il piano

Aeroporti, in Sicilia due Sistemi integrati: obiettivo 29,2 milioni di passeggeri

Catania, Comiso, Pantelleria più Agrigento nel network orientale che richiede ingenti fondi; Palermo, Trapani e Lampedusa in quello occidentale

15 Maggio 2026, 10:18

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Aeroporti, in Sicilia due Sistemi integrati: obiettivo 29,2 milioni di passeggeri

Il Piano nazionale aeroporti, nella sua versione integrale di 126 pagine, aggiunge significativi dettagli alla presentazione fatta martedì scorso dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, col presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma. Tante le novità rilevanti per la Sicilia. Anzitutto gli obiettivi di traffico da raggiungere entro il 2035. Quanto ai due aeroporti che vengono classificati di «prevalente rilevanza nazionale», Catania dovrebbe crescere da 12,3 milioni di passeggeri (dato 2024) a 16,5 milioni (+33,8%), Palermo da 8,9 milioni a 11,4 milioni (+27,6%). Passando agli scali di «rilevanza nazionale», per Comiso è previsto un aumento a 537mila (+104%), per Trapani a 1,36 milioni (+26,4%), per Pantelleria a 233mila (+14,1%), per Lampedusa a 411mila (+16,9%).

Ma la vera novità è rappresentata dalla riorganizzazione della rete che in Sicilia passa da una razionalizzazione dei rapporti fra i vari aeroporti (la mancanza di connessioni fra i sistemi informatici si è avvertita, ad esempio, in occasione della prolungata chiusura di Fontanarossa a seguito dell’incendio). Razionalizzazione che si concretizza, secondo le previsioni del Piano, nella creazione di due Sistemi integrati aeroportuali che dovranno unificarsi per interagire fra loro, o attraverso «operazioni volontarie di tipo societario», oppure con una moral suasion e unioni quasi obbligate quale conseguenza della indicazione da parte del governo del tetto massimo di capacità per singolo aeroporto, che avrà l’effetto - ferma la libertà imprenditoriale del singolo gestore - di indurre una fisiologica sinergia fra aeroporti vicini. In tale ottica, anzi, ben potrebbero essere studiate misure incentivanti (anche di tipo fiscale).

Nei prossimi dieci anni, dunque, potremmo assistere alla nascita del “Sistema integrato della Sicilia orientale”, che comprenderà Catania, Comiso e Pantelleria, e il “Sistema integrato della Sicilia occidentale” che connetterà Palermo, Trapani e Lampedusa. Nel complesso, il nuovo network italiano passerà da 41 aeroporti autonomi di rilevanza nazionale più i tre neopromossi Forlì, Bolzano e Foggia, a 13 Sistemi integrati che ingloberanno tutti gli aeroporti minori.

Per sostenere lo sviluppo del Sistema della Sicilia orientale, che appare «sottodimensionato» - ed è la terza novità - il Piano reputa necessari ingenti investimenti su Catania: «Anche a fronte di un’ottimizzazione della capacità attuale, le dotazioni dello scalo catanese e il contributo dello scalo di Comiso non paiono sufficienti ad intercettare la domanda di traffico al 2035; ne deriva che si renderà necessario valutare uno sviluppo sostenibile e di qualità di eventuali nuove infrastrutture». In dettaglio, riguardo a Fontanarossa, «lo sviluppo ed il potenziamento di tutte le infrastrutture airside e landside sono necessari per accogliere la domanda al 2035 e aumentare l’attrattività del territorio; quanto a Comiso, l’aeroporto si pone come riserva di capacità per l’aeroporto di Catania, in particolar modo, durante le fasi di potenziamento dell’infrastruttura airside di quest’ultimo». Però tutto questo non basta. Infatti, «all’interno di questa rete, al fine di garantire un’adeguata accessibilità e livello di mobilità anche ai cittadini della parte meridionale della regione, potrà essere effettuata una valutazione politico-istituzionale sulla realizzazione di un nuovo scalo nell’area di Agrigento, qualora se ne dimostrasse la sostenibilità economico-finanziaria». Infine, «per quanto riguarda i restanti sistemi integrati, gli attuali strumenti di pianificazione e programmazione approvati, dei singoli scali, concorrono ad assicurare l’intercettazione della domanda attesa. Dall’analisi dei risultati si nota come per alcune aree non si riesca a soddisfare la totalità della domanda potenziale e, quindi, si ritiene auspicabile procedere nella direzione di un miglioramento della qualità della capacità sia attraverso le opportunità precedentemente individuate che attraverso una gestione sinergica tra gli scali, avente la finalità di sopperire a deficit capacitivi».

Dunque, che vogliano o no, Catania, Comiso, Pantelleria e Agrigento dovranno operare sotto un’unica regia assieme agli altri scali siciliani. L’obiettivo finale di questo Sistema è quello di accogliere 16,8 milioni di passeggeri l’anno. Del Sistema integrato della Sicilia occidentale poco o nulla si dice, se non l’obiettivo finale complessivo di passeggeri al 2035: 12,4 milioni.

Due le direttrici dell’integrazione fra scali: la digitalizzazione e le nuove tecnologie, più la connessione alla rete ferroviaria per aumentare l’accessibilità dei viaggiatori. In quest’ultimo senso, in Sicilia il Piano fa riferimento a Palermo (già collegato alla ferrovia), a Catania che con l’interramento della pista avrà la sua ferrovia, a Trapani che sarà a breve connessa con una nuova stazione e parcheggio di interscambio, e sempre a Trapani che beneficerà del servizio di treno diretto con Punta Raisi.

Infine, anomala novità per il cargo: il Piano non tiene conto del progetto della Regione per il hub cargo a Comiso e, rilevando una minima attività a Catania (poco più di 5mila tonnellate, prevalentemente traffico postale e e-commerce), prevede qui lo sviluppo del trasporto merci aereo.