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Aci Castello

Il paradosso del rigore: «Puniti dal ministero perché Comune virtuoso»

L’Amministrazione resta fuori dal bando nazionale per il cimitero. Il sindaco Scandurra: «Privilegiati gli enti in dissesto»

16 Maggio 2026, 06:00

Il paradosso del rigore: «Puniti dal ministero perché Comune virtuoso»

In un mondo ideale, chi gestisce bene le risorse pubbliche dovrebbe ricevere un plauso, o quantomeno lo stesso trattamento di chiunque altro. Eppure, nel panorama amministrativo italiano, sembra stia prendendo piede una logica inversa: quella del paradosso del rigore.

Dopo il caso di Camporotondo, oggi è il Comune di Aci Castello a sollevare il velo su una realtà amara: l'efficienza finanziaria si sta trasformando in un ostacolo per ottenere finanziamenti vitali. Il sindaco di Aci Castello, Carmelo Scandurra, ha recentemente espresso un profondo senso di amarezza riguardo all'esito di un bando nazionale da 2,5 milioni di euro. Fondi che non erano destinati a opere accessorie, ma a interventi strutturali urgenti: la regimentazione delle acque superficiali e il consolidamento del cimitero comunale in via Vampolieri. Nonostante la validità del progetto, il ministero dell'Interno ha seguito una linea di assegnazione che ha lasciato attoniti gli amministratori locali. I criteri di ripartizione degli 1,4 miliardi di euro disponibili hanno infatti privilegiato i Comuni con bilanci in dissesto o predissesto e Comuni con rapporti minimi tra entrate e avanzo di Amministrazione. Il risultato? Più un ente è in "sofferenza gestionale", più scala la classifica. L’ultimo Comune a essere finanziato presenta un indice di virtuosità del 5,13%. Aci Castello, con il suo solido 38,28%, è rimasta fuori dalla porta.

Il messaggio che scaturisce da questa gestione dei fondi pubblici è pericoloso e demoralizzante. Si delinea un sistema dove il rigore viene punito. Gestire i soldi dei cittadini con onestà e attenzione porta all'esclusione dai grandi flussi di finanziamento straordinario. Chi ha bilanci precari o cattive gestioni passate riceve la precedenza, creando una sorta di "rete di salvataggio" che finisce per penalizzare chi ha corso e lavorato bene. «È una beffa che colpisce l’intera comunità. Non posso nascondere la rabbia per un sistema che premia chi arranca e punisce chi corre» ha spiegato il sindaco Scandurra.

Non si tratta di una semplice questione di "orgoglio contabile". L'esclusione di Aci Castello significa perdere l'opportunità di riqualificare un'area sacra e fondamentale come il cimitero cittadino. Un intervento che i cittadini aspettano e che, paradossalmente, non può essere finanziato proprio perché il Comune è stato troppo bravo a gestire i propri soldi in altri ambiti. Se essere virtuosi diventa una colpa, quale incentivo resta agli amministratori locali per mantenere i bilanci in equilibrio? Il rischio è quello di innescare un meccanismo di deresponsabilizzazione, dove la sana gestione non è più un valore, ma un fardello che impedisce lo sviluppo del territorio.