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L’80% dei controlli svela furti d’acqua: nove denunce
Ama intensifica i controlli, 9 utenze su 11 trovate con allacci abusivi, denunce per furto d'acqua e oltre 37mila euro di debiti; riattivazione solo dopo regolarizzazione e pagamento
Continua l'attività di controllo disposta dall'Ama, l'azienda idrica cittadina, contro furti e ritardi gravi nei pagamenti della tariffa, relativa alla fornitura di acqua per utenze familiari e aziende. Ieri, un nuovo servizio è stato portato a termine dai tecnici dell'azienda insieme agli agenti della polizia locale, al comando dell'ispettore Giovanni Rizzo. Allarmante il quadro emerso. Delle undici utenze controllate ben nove sono state trovate non in regola. È stato scoperto come la fornitura idrica, per la quasi totalità delle utenze controllate, oltre l'80%, era a costo zero per i trasgressori, grazie ad allacci abusivi alla rete. In pratica con la tecnica del bypass o altri stratagemmi simili, si evitava la registrazione del consumo dell'acqua, attraverso il regolare contatore.
Questo con grave danno non solo per l'azienda ma anche per i cittadini onesti che, a causa dei "furbetti", sono costretti a sostenere costi più alti per le loro utenze che regolarmente pagano. I titolari delle nove utenze trovate non in regola sono stati denunciati penalmente e dovranno rispondere dell'accusa di furto di acqua. Tra i denunciati non solo utenze private ma anche un'attività artigianale. Va evidenziato come i trasgressori, oltre alla denuncia penale, per poter riavere l'acqua nelle rispettive abitazioni ed aziende, dovranno prima saldare il debito accumulato con Ama, con l'azienda che solo dopo avvierà la procedura per concludere un regolare contratto di fornitura.
Complessivamente le nove utenze dovranno ad Ama la cifra di 37mila euro circa. Qualcuno è già corso ai ripari e per evitare di rimanere con i rubinetti di casa a secco, ha già saldato il debito. Da qui la fornitura riattivata, con un regolare contatore che ora misurerà i consumi quotidiani.
I controlli seguono la nuova politica attivata dall'azienda, da quando a capo è arrivato, come presidente, l'ingegnere Giovanni Parisi. Due i cardini del nuovo sistema: legalità e trasparenza. Non solo a garanzia degli utenti onesti che regolarmente pagano la fornitura, ma nel contempo per salvare l'azienda da un collasso che sembrava imminente.