il caso
Le accuse della Corte dei conti e gli straordinari ai Vigili, la reazione di Lagalla: «I nostri atti trasparenti»
Le parole del sindaco sull'inchiesta per il presunto danno erariale da 763mila euro
A tutte le auto, e moto. Vigili in servizio esterno motorizzato su e giù dal comando, sindacati che si guardano in malcelato cagnesco, la fiducia del sindaco, l’attacco frontale delle opposizioni. Ecco il day after dell’invito a dedurre della Procura generale della Corte dei conti per l’ipotesi di danno erariale che ha colpito lo stesso Lagalla, il prefetto Massimo Mariani, il comandante della Polizia municipale Angelo Colucciello e l’assessore al Personale Dario Falzone nella vicenda della spesa dei fondi ministeriali per la sicurezza del 2024. Il vice procuratore Alessandro Sperandeo quantifica il presunto danno in 763mila euro.
Di buon mattino, il comandante dirama un serrate le righe a tutti i vigili in “motorizzata”: appuntamento plenario alle 12,30 al comando. In prossimità dell’orario, l’ordine viene revocato. La scelta di riflessione, il sindaco la sposa subito e nel pomeriggio dichiara: «Accogliamo con rispetto la procedura avviata dalla Procura della Corte dei Conti alla quale, nelle sedi competenti e nei tempi fissati, forniremo tutti i chiarimenti richiesti, rinnovando la massima disponibilità alla più ampia collaborazione. Valutiamo la circostanza propizia per dimostrare la legittimità e la trasparenza dell’azione amministrativa portata avanti tanto nell’occasione, quanto nel corso della corrente consiliatura, nell’interesse esclusivo della Città e dei cittadini». Antonio Rini, segretario cittadino di Fratelli d’Italia, partito di Falzone, professa «massima fiducia nel lavoro della magistratura, chiamata a svolgere i dovuti accertamenti. Accogliamo con rispetto la procedura avviata dalla Corte dei conti. Allo stesso tempo, rinnoviamo la nostra fiducia nell’operato dell’assessore Falzone e del sindaco Lagalla, certi che continueranno a lavorare, come sempre, nell’interesse della città».
Cgil, «che - dicono gli rsu Gianfabio Monacò e Luigi D’Antona - ha insistito sulla via della contrattazione decentrata integrativa», diffonde una nota: «Quanto rilevato - si legge - rappresenta e conferma la bontà del nostro operato, già da maggio 2024. Prendiamo atto che altre organizzazioni stanno cercando di “accodarsi” alla nostra linea legalitaria.» Riferimento a Csa, che giovedì per mano dei segretari provinciale Gianluca Cannella e generale Giuseppe Badagliacca, ha scritto al Comune dicendosi «disponibile a formulare proposte che mirano all’aumento in deroga degli istituti del salario accessorio». L’opposizione compatta parla di «problema politicamente serio - si legge in una nota - con rilievi e incongruenze sarebbero stati evidenziati già in corso di gestione di queste risorse. Se il quadro fosse confermato, il sindaco non può considerarsi estraneo a una vicenda che riguarda atti, procedure e scelte maturate dentro la sua amministrazione e portate avanti da figure apicali. Il coinvolgimento di livelli istituzionali diversi conferma quanto sarebbero stati necessari maggiore rigore amministrativo e prudenza. È importante evitare che il punto terminale diventino lavoratrici e lavoratori che hanno operato su atti e indirizzi definiti a livelli superiori».