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Il fenomeno criminale

Lo spray al peperoncino diventa “arma” per strappi di collanine sulle piste da ballo

Arrestati quattro napoletani a Catania. Il dirigente della Mobile, Fattori «La banda ha agito approfittando della calca nei locali»

16 Maggio 2026, 08:33

08:40

Lo spray al peperoncino diventa “arma” per strappi di collanine sulle piste da ballo

Lo spray al peperoncino è diventato famoso per difendersi da molestatori e stupratori. Ma da qualche tempo è diventato anche un arma di gang e gruppi criminali. Una di queste è stata incastrata dagli investigatori della squadra mobile, diretta da Emanuele Fattori. Lo abbiamo intervistato.

 

Una banda di napoletani si è resa protagonista di azioni illecite con un modus operandi particolare, ci racconta?

«Il primo maggio scorso abbiamo proceduto all’arresto di quattro persone provenienti dalla Campania che si sono resi protagonisti di alcuni reati particolari. Gli indagati hanno approfittato della calca che c’era all'interno del locale della Plaia che ospitava degli eventi musicali e hanno ripetutamente strappato delle collanine al collo di alcuni clienti che stavano ballando. Per assicurarsi la fuga hanno spruzzato dello spray al peperoncino, anche contro gli operatori di polizia».

Da arma di protezione a arma per commettere un crimine?

«Esattamente, esistono in commercio degli spray che a partire dal 2011, quando è stata regolamentata la materia, sono finalizzati all'autodifesa e quindi sono legali, si rispettano dei parametri di legge che si poggiano sul quantitativo di capsaicina e sulla capacità vulnerante (capacità di lesione, ndr) che viene misurata anche in termini di gittata, che non può essere superiore ai 3 metri. Questi sono spray leciti che possono essere utilizzati ma per scopi difensivi, quindi il porto è consentito. Quindi il discrimine tra liceità e illiceità sta nel loro utilizzo. Se il soggetto che li detiene li utilizza per finalità illecite è chiaro che ciò comporta l'applicazione della sanzione penale, perché diventa a tutti gli effetti un oggetto atto a offendere o comunque viene annoverato tra le armi».

Come avete catturato i componenti della banda?

«Siamo riusciti a catturarli perché abbiamo svolto un'attività nell'immediatezza e le vittime hanno riconosciuto i malviventi. Siamo riusciti a bloccarne uno e poi, successivamente, li abbiamo identificati tutti quanti a bordo di un'autovettura mentre tentavano di allontanarsi con la refurtiva».

Avete recuperato le collanine strappate al collo delle vittime?

«Abbiamo recuperato diversi monili che avevano sottratto durante la festa. All'inizio è stato bloccato uno dei sospettati e successivamente siamo riusciti a individuare il veicolo con cui erano fuggiti gli altri tre complici. Uno di loro aveva occultato tutti i monili che erano stati sottratti durante la festa all'interno di un calzino».

Ma erano arrivati da Napoli in aereo o in macchina?

«Sono arrivati a bordo di un veicolo».

Lo stesso che avete bloccato?

«Sì, erano arrivati lo stesso giorno con lo stesso veicolo che abbiamo individuato».

Cosa è successo dopo l’udienza di convalida?

«Tutti gli arresti sono stati convalidati, tre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e uno è in carcere».