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Crisi idrica finita? Per i trapanesi è una provocazione: turni lunghi, tariffe alte e acqua sporca

Nonostante dighe piene e dissalatore, si registrano disservizi anche in provincia. Il comitato civico: «Le piogge non cancellano anni di emergenza e decenni di cattiva gestione»

16 Maggio 2026, 11:58

12:00

trapani acqua

A Trapani la comunicazione della Regione Siciliana di alcuni giorni fa secondo cui l'isola oggi ha risorse idriche sufficienti per garantire senza particolari criticità gli usi potabili, irrigui e industriali per tutto il 2026, è apparsa come una provocazione.

I turni di distribuzione, soprattutto nella città capoluogo, continuano ad essere lunghi. I cittadini, anzi, si interrogano sul perché, con gli invasi pieni e con il nuovo dissalatore in funzione, soprattutto in centro storico, ci siano ancora problemi di approvvigionamento e casi di inquinamento delle condotte. Ed anche negli altri Comuni vengono segnalate criticità, come nel caso di Castelvetrano, dove nelle scorse ore a causa di un guasto degli impianti di captazione di acqua potabile, si è reso necessario rimodulare i turni di erogazione idrica nell’abitato. Anzi, a conferma che l'emergenza non è affatto terminata, il sindaco Giovanni Lentini ha invitato per l'ennesima volta i cittadini ad un utilizzo responsabile e parsimonioso dell’acqua. Ed è davvero paradossale che con con un annuncio di emergenza finita ci siano inviti agli utenti ad un uso più “attento” dell'acqua.

«Sta accadendo esattamente quello che temevamo – affermano quelli del comitato civico L'acqua è un diritto per tutti di Trapani - la nostra sensazione è che sull’acqua si sta già abbassando l’attenzione, come se qualche settimana di pioggia in più bastasse a cancellare anni di emergenza e decenni di cattiva gestione». Insomma, per i trapanesi la crisi idrica non è affatto finita solo perché oggi c’è più acqua nelle dighe. E la rabbia è ancora quella dell'estate 2025, soprattutto da quando a gennaio il Comune ha adeguato verso l'alto le tariffe.

A Trapani, dove la distribuzione viene gestita dal Comune (in provincia non c'è ancora un unico gestore idrico integrato e l'Ati solo da poco ha chiuso la fase emergenziale e tenta, con la guida del presidente Francesco Gruppuso, una riorganizzazione definitiva) da settimane ci sono problemi di inquinamento, guasti, controlli e prese idriche da riattivare.

Le autorità comunali nella città capoluogo rigettano le critiche, nonostante nel centro storico si lamentino cittadini e operatori economici, sostenendo che ogni attività viene svolta in modo attento e rigoroso, con interventi progressivi e rigorosi. E sostengono che gli indici inquinanti emersi erano stati causati da lavori eseguiti da ditte esterne al Comune.