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la denuncia

Il caso Parco Robinson: «Abbandono incomprensibile con fondi già stanziati»

Dalla scerbatura alla videosorveglianza, il consigliere comunale di FdI, Cavallaro propone interventi immediati per fermare il degrado dell’area pubblica e rilanciarne la fruizione con associazioni e presìdi permanenti

18 Maggio 2026, 10:38

10:41

Il caso Parco Robinson: «Abbandono incomprensibile con fondi già stanziati»

Il degrado corre tra sterpaglie alte, giochi per bambini danneggiati, pozzetti aperti, bagni vandalizzati e rifiuti disseminati nell’area. E le immagini, che accompagnano la denuncia, raccontano più di qualsiasi parola lo stato in cui versa il Parco Robinson, lo spazio pubblico della zona alta dedicato alle vittime della mafia. A sollevare nuovamente il caso è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro, che chiede interventi immediati da parte dell’amministrazione, pur riconoscendo come «positiva» la notizia del finanziamento già intercettato dal Comune – quasi un milione di euro – destinato alla futura riqualificazione complessiva dell’area.

Secondo l’esponente di opposizione, proprio la presenza di un finanziamento renderebbe «ancora più incomprensibile» il permanere di una situazione di abbandono che, nell’attesa dell’avvio dei lavori, rischia di aggravarsi ulteriormente. «Il rischio concreto – sostiene Cavallaro – è arrivare agli interventi con danni ancora più gravi, costi maggiori e una struttura ormai compromessa».

Da qui la richiesta di misure immediate e «minime ma concrete»: scerbatura dell’area, interdizione dei giochi danneggiati, chiusura dei pozzetti aperti, messa in sicurezza dei bagni devastati dai vandalismi, installazione di nuovi cancelli, sistemi di videosorveglianza sulle torri faro e una pulizia straordinaria dell’intero parco.

Cavallaro punta poi l’attenzione su quella che definisce una contraddizione amministrativa. «Ogni anno il Comune impone ai privati la pulizia dei terreni per la prevenzione incendi, mentre oggi proprio il Parco Robinson, di proprietà pubblica, si presenta con sterpaglie altissime e condizioni incompatibili con le più elementari esigenze di sicurezza».

Il consigliere annuncia di avere già trasmesso specifiche note agli uffici comunali competenti, alla polizia municipale e ai vigili del fuoco, chiedendo verifiche e gli eventuali provvedimenti del caso. «Le regole devono valere per tutti, anche per il Comune».

Ma per Cavallaro la soluzione non può fermarsi alla sola manutenzione. «Un parco vuoto e abbandonato diventa inevitabilmente terra di degrado. Un parco vissuto, frequentato, illuminato e controllato torna invece ad appartenere alla città». Da qui la proposta di valutare forme leggere di presidio stabile agli ingressi, con piccoli punti ristoro – come gelaterie o paninari – e la pubblicazione di una manifestazione d’interesse rivolta ad associazioni sportive, culturali, sociali e di volontariato disponibili a contribuire alla cura e alla rivitalizzazione dell’area.

Il consigliere di Fratelli d’Italia ha inoltre investito formalmente la IV commissione consiliare, chiedendo una convocazione urgente per fare chiarezza sullo stato del finanziamento e sull’iter amministrativo. Infine l’appello alla città: cittadini, associazioni, realtà sociali e forze politiche chiamati a una «mobilitazione civica e trasversale» per salvare uno dei principali polmoni verdi cittadini.

«Un parco dedicato alle vittime della mafia – conclude – non può diventare il simbolo dell’abbandono amministrativo».