Palermo
Idonei e precari, centinaia di siciliani in fila per un posto in Tribunale
Circa 400 assunti a tempo determinato col Pnrr non hanno notizie su stabilizzazione ed eventuali sedi, mentre i vincitori di un concorso nazionale temono la vicina scadenza della graduatoria
Sono circa in 600, in fila per un posto di lavoro al Tribunale di Palermo. Da un lato, gli idonei di una graduatoria ancora bloccata, dall’altro i lavoratori in attesa di una stabilizzazione sempre più incerte.
Questi ultimi, sono gli addetti all’Ufficio per il Processo (Aupp). Con la scadenza dei contratti fissata al prossimo 30 giugno, il futuro dei lavoratori assunti nell’ambito del Pnrr resta ancora privo di certezze. Nel distretto del capoluogo sono oltre 400 i lavoratori coinvolti, che continuano a chiedere stabilità occupazionale, trasparenza nelle procedure e garanzie sulla permanenza nelle attuali sedi di servizio.
«Ad oggi registriamo poche novità – dichiara Leandro La Bua, Rsu Cgil presso la Corte d’Appello di Palermo – è stata fissata per il 27 maggio la prova per i tecnici di amministrazione, mentre il 28 per gli Aupp, ma sul piano delle prospettive lavorative permangono ancora troppi dubbi. Restano forti le preoccupazioni sulle assegnazioni delle sedi: non sono stati resi noti i numeri dei posti disponibili per ciascun distretto e questo alimenta il timore di trasferimenti verso il nord Italia».
La procedura di stabilizzazione prevista dal ministero della Giustizia, bandita lo scorso 16 marzo, prevede 9.368 assunzioni a tempo indeterminato a fronte di una platea complessiva di circa 10.500 lavoratori, lasciando così esclusi quasi 1.500 addetti. A rendere ancora più delicata la situazione è inoltre la mancanza di garanzie sulla permanenza nella sede di lavoro: anche per coloro che supereranno la selezione non vi è alcuna certezza sul mantenimento dell’attuale destinazione.
«Parliamo di personale che in questi anni ha garantito il funzionamento degli uffici giudiziari – sottolinea La Bua – solo nel distretto di Palermo operano oltre 500 lavoratori Aupp e tecnici dell’amministrazione, figure ormai indispensabili per il sistema giustizia».
Parallelamente, per fare fronte agli organici ridotti, sarebbe attiva anche la graduatoria stilata a seguito di un concorso per addetti all'ufficio processuale del 2024. L'ultimo scorrimento degli idonei risale allo scorso giugno, ma dal prossimo mese scadranno i termini e non sarà più possibile pescare da quella graduatoria.
«Senza personale amministrativo la macchina della giustizia non funziona», così Marta Cianciolo, una degli idonei che da un anno ormai aspettano un'assegnazione che non arriva, nonostante i conclamati problemi di organico. «A livello provinciale ci sono delle carenze - continua - ma non ci sono dei riscontri certi sui numeri perché aspettiamo la pubblicazione delle piante organiche da parte del ministro, che dovrebbero arrivare entro giugno».
Sono quindi due i bacini da cui è possibile reperire personale, senza che entrambi vadano in concorrenza: i precari del Pnrr sono già assunti e in attesa di stabilizzazione ma, anche con loro, non è detto che si possano ricucire tutte le carenze. La richiesta di scorrimento è stata anche formalmente presentata, a livello nazionale, dall'associazione nazionale magistrati, in particolare in settori che riguardano appunto l'ufficio per il processo, il gip collegiale, le risorse informatiche e le carceri.
Il Pnrr ha contribuito a «smaltire l'arretrato giudiziario» - si legge in una nota del Comitato Idonei - nonostante il personale sia sottodimensionato. L'ufficio per il processo ha rappresentato una struttura fondamentale all'interno di corti e tribunali, ma una soluzione limitata alla sola stabilizzazione dei precari rischia di risultare insufficiente se non controproducente».