Rap
Ancora vandalismo a Palermo, rimossi i cestini gettacarte
Vandalismo nel centro di Palermo: asportati oltre 70 cestini tra Teatro Massimo e Stazione Centrale, la Rap ha sporto denuncia contro ignoti e promette il ripristino
Nuovo episodio di vandalismo contro il decoro urbano nel cuore di Palermo. A denunciarlo è il direttore generale della Rap, Massimo Collesano, che ha constatato di persona la rimozione dei cestini gettacarte installati lungo alcune delle principali arterie monumentali, in particolare nel tratto tra il Teatro Massimo e la Stazione Centrale e sull’asse che dai Quattro Canti conduce alla Marina.
«Si tratta di un fenomeno grave e reiterato – si legge in una nota della Rap – l’area, infatti, era stata oggetto di un intervento di potenziamento con l’installazione di oltre 70 cestini modello Corolla e, a seguito di precedenti episodi analoghi, nel mese di aprile il personale Rap aveva provveduto a un nuovo riposizionamento. Nonostante gli sforzi per garantire la pulizia e la fruibilità del centro storico, i contenitori sono stati nuovamente asportati. Di fronte a quella che appare come un’azione sistematica di danneggiamento del bene pubblico, il management della Rap ha dato mandato di procedere con una denuncia contro ignoti presso le autorità competenti”.
L’azienda di igiene urbana sottolinea che, al momento, sono «sconosciute le motivazioni alla base di tali comportamenti, anche se non si esclude l’azione mirata di singoli soggetti, inclusi operatori abusivi, potenzialmente infastiditi dalla presenza dei cestini in prossimità di esercizi chiusi o saracinesche».
«Non è chiaro cosa vi sia dietro questi continui episodi né chi ne sia responsabile – afferma il presidente Todaro – ma non intendiamo arretrare di fronte a chi danneggia la città. Procederemo rapidamente al ripristino dei cestini nelle aree a maggiore afflusso turistico, garantendo continuità al servizio. Allo stesso tempo, chiediamo la massima collaborazione delle forze dell’ordine e dei cittadini per individuare i responsabili di questi atti inaccettabili».