Parco dell'Etna
Discariche al Chilometro e a Monte San Leo
Nicolosi, tra i rifiuti spuntano calcinacci, plastica e materiale in eternit. Guide e residenti chiedono le fototrappole
Ancora una volta, il territorio del Parco dell’Etna si trova a fare i conti con il gravissimo problema delle discariche abusive a cielo aperto, causate da individui a dir poco spregevoli. Le ultime segnalazioni, riguardano due aree di grande valore naturalistico, turistico e geologico: la zona, comunemente chiamata Chilometro a Nicolosi, ossia via Altarello e Serra Pizzuta, nei pressi della cava Asero, e un altro versante sud dell’Etna, a circa mille metri di quota, sotto l’antico cratere di Monte San Leo, lungo la strada della Milia.
Per quanto concerne l’area Chilometro, come abbiamo avuto modi di rilevare in diverse circostanze, si tratta di una porzione del territorio dell’Etna spesso percorsa da turisti e guide naturalistiche e che rappresenta uno dei punti più suggestivi e più attrattivi, di questo territorio. Ebbene, anziché esser salvaguardato come se fosse il salotto di casa propria, questa zona risulta quotidianamente insozzata da qualsiasi cosa: mattonelle, calcinacci e altro materiale proveniente da lavori edili, plastica, legname, pezzi di mobili, porte sradicate e altri rifiuti ingombranti. Insomma, un vasto campionario, che deturpa gravemente il paesaggio e che evidenzia ancora una volta, la mancanza di controlli efficaci, nelle aree del Parco dell’Etna.
Ci rendiamo conto che, i controlli, non sono mai facili da effettuare, ma l’unica soluzione è solo quella di installare sistemi di videosorveglianza; tali da poter incastrare coloro i quali commettono questi episodi di inciviltà ambientale. Che non possono più essere tollerati.
Per quanto riguarda, invece, la strada della Milia, molto frequentata soprattutto nei fine settimana, altra area del vulcano caratterizzata da specie vegetali di pregio, come la ginestra e la camomilla dell’Etna, è stata anche qui scoperta una vasta discarica, con la presenza di una notevole quantità di sacchi di immondizia indifferenziata, vetri e bottiglie rotte, tubi in plastica, legname, sanitari abbandonati, materiale eternit, pericolassimo per la salute. Quindi un danno non solo ambientale, ma anche un gravissimo rischio sanitario.
Dietro questi episodi, continua ad esserci un comportamento irresponsabile. Di chi preferisce disfarsi illegalmente dei rifiuti, anziché smaltirli correttamente, come previsto dalla legge in materia. Ci auguriamo che questi soggetti vengano scoperti e sanzionati.