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Misure cautelari per 6 persone

Licata, fiumi di cocaina gestiti dalle celle: scatta il blitz dei carabinieri

Interrotto un asse criminale che legava il territorio licatese ai penitenziari del Centro Italia. Tra gli indagati cinque italiani e un cittadino albanese

19 Maggio 2026, 10:47

10:50

cocaina

Un filo invisibile ma robustissimo legava le celle del carcere romano di Rebibbia alle piazze di spaccio di Licata. Un canale di comunicazione clandestino attraverso cui due detenuti riuscivano a coordinare un lucroso traffico di stupefacenti, stroncato all'alba di oggi da un'operazione dei carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento.

I militari hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone (cinque italiani e un albanese), indagate a vario titolo per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e accesso indebito a dispositivi di comunicazione in carcere. Il blitz, ordinato dal Gip del Tribunale di Agrigento su richiesta della Procura locale, ha visto scattare le manette a Licata e all'interno delle case circondariali di Viterbo e Teramo, dove alcuni dei destinatari si trovavano già ristretti.

L'inchiesta – condotta sul campo dal Nucleo Investigativo di Agrigento e dalla Sezione Operativa di Licata tra aprile 2025 e febbraio 2026 – non è nata dal nulla. Si tratta del prolungamento dell'indagine "Omnia", avviata all'indomani del grave incendio che nel gennaio 2024 distrusse lo stabilimento di raccolta e smaltimento rifiuti di Licata. Scavando tra i legami di quell'episodio, gli investigatori hanno scoperto un'intensa attività di smercio di cocaina e hashish.

A capo dell'organizzazione c'erano due menti che, nonostante la reclusione a Rebibbia, impartivano ordini all'esterno. Il bilancio complessivo delle attività ha portato al sequestro di circa due chilogrammi di cocaina e di una pistola clandestina calibro 9. Oltre alle sei misure cautelari differenziate, i carabinieri hanno eseguito numerose perquisizioni, che hanno coinvolto anche un settimo soggetto indagato a piede libero.