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Aeroporto di Agrigento, Pendolino avvisa il Ministero: "Ora servono atti concreti"

Il Libero Consorzio subordina i prossimi passaggi burocratici alla pubblicazione del decreto sul trasporto aereo. Pronta una nuova missione a Roma non appena saranno chiariti i termini operativi dello scalo della Valle dei Templi

19 Maggio 2026, 12:54

13:00

Aeroporto di Agrigento, Pendolino avvisa il Ministero: "Ora servono atti concreti"

Il sogno dello scalo aereo nella terra dei templi resta vivo, ma la politica agrigentina sceglie la linea del realismo e della concretezza. Dopo il delicato vertice romano svoltosi ieri presso la direzione generale dell'Enac, il presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, ha fatto il punto della situazione in una conferenza stampa convocata nella sede dell'ex Provincia regionale. Il messaggio lanciato alle istituzioni superiori è limpido: l'ente locale ha fatto e continuerà a fare la propria parte, ma la palla passa adesso a Roma e Palermo.

«Il Libero consorzio ha fatto tutti gli sforzi possibili per l’aeroporto della Valle dei Templi», ha esordito con fermezza Pendolino, cifre alla mano. Fino a questo momento l'ente ha già investito 600 mila euro ed è pronto a mettere a bilancio nuove risorse, impegnandosi in prima persona per la complessa redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. Lo scoglio principale, tuttavia, non è finanziario ma burocratico e programmatico. «Ad oggi – ha spiegato il presidente – aspettiamo il redigendo piano nazionale dei trasporti. Abbiamo accolto con entusiasmo l'annuncio del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini sull’inserimento di Agrigento nella rete degli scali nazionali, ma fino a quando non avremo un atto concreto e scritto che lo certifichi, stabilendo in che modo e in quali termini dobbiamo muoverci, non possiamo fare altro che attendere».

Nel corso dell'incontro con i giornalisti, Pendolino ha anche voluto smorzare sul nascere le polemiche sollevate dalle recenti e guardinghe dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Nessun muro contro muro tra Palermo e Agrigento, assicura l'inquilino di via Porta di Mare, bensì una comune e comprensibile prudenza istituzionale.

«Escludo qualsiasi antagonismo da parte di Schifani nei confronti del nostro aeroporto, si tratta solo di cautela», ha precisato Pendolino. Il governatore dell'isola ha infatti invitato alla calma proprio in attesa del nuovo piano nazionale degli aeroporti. Solo dopo la pubblicazione del documento strategico ministeriale, come previsto espressamente dalle norme vigenti, si potrà attivare il tavolo di concerto tra il Libero consorzio, la Regione e lo Stato per individuare le soluzioni operative e i finanziamenti idonei. La macchina agrigentina è pronta a ripartire per la capitale non appena arriveranno i chiarimenti richiesti: l'obiettivo comune resta quello di tracciare una strada chiara e definitiva per trasformare l'infrastruttura da eterno miraggio a solida realtà.