il giallo giudiziario
«La borsa di Paolo Borsellino l'ho vista sul divano del dirigente della sezione omicidi»
Durante il processo per il depistaggio sulla strage di via d'Amelio, la testimonianza del questore Grassi
“Vidi la borsa del giudice Paolo Borsellino poggiata sul divano dell’ufficio di Salvatore La Barbera, che all’epoca dirigeva la sezione omicidi della squadra mobile”. Lo ha dichiarato oggi in aula l’attuale questore di Caserta, Andrea Grassi, nel processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via d’Amelio, in corso davanti al Tribunale di Caltanissetta e che vede imputati quattro poliziotti all’epoca appartenenti al pool “Falcone Borsellino”. Grassi era già stato sentito al processo depistaggio concluso in appello a carico di altri tre poliziotti per i quali è stata dichiarata la prescrizione.
Grassi, che nel 1992 era aggregato alla Criminalpol di Palermo ed era presente sul luogo dell’esplosione, ha aggiunto: “La Barbera mi disse di stare attento e di non toccare la borsa perché era del giudice Borsellino”.
Il funzionario ha specificato che la borsa era aperta: “Vidi spuntare quel che sembrava un pantaloncino da tennis o un costume”. Agli atti, quell’oggetto non risulta né sequestrato né refertato. Rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Pasquale Pacifico, il questore ha ricordato il suo arrivo in via d’Amelio: “Una scena devastata, vetri infranti, molta confusione e il cadavere di un uomo. Non lo riconobbi. Poi mi dissero che si trattava di Borsellino”.
Grassi ha infine precisato di non avere visto, quel giorno, l’allora dirigente della squadra mobile, Arnaldo La Barbera.