Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
20 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:30
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

San Gregorio

Saccheggiata la casetta dei libri, spariti i volumi donati dai cittadini

Si fa strada l’ipotesi che siano stati presi per essere rivenduti online

20 Maggio 2026, 06:00

06:02

Saccheggiata la casetta dei libri, spariti i volumi donati dai cittadini

Era nata con i colori dell’infanzia, il giallo e l’azzurro che richiamano la gioia, la scoperta e il futuro. Una casetta di legno, donata alla comunità per celebrare i 25 anni di attività di una scuola materna locale, piantata nel verde come un piccolo faro di civiltà. L’obiettivo era nobile nella sua disarmante semplicità: il bookcrossing.

Prendi un libro, lasciane un altro. Alimenta un circolo virtuoso di storie, sapere e fiducia nel prossimo. Oggi, quell’espositore con il tetto a punta è desolatamente vuoto. Le sue mensole di legno chiaro, fatte per sorreggere romanzi, saggi e favole per bambini, mostrano solo polvere. Non è un fallimento per mancanza di interesse: è un saccheggio. La cultura a San Gregorio è stata rubata, letteralmente. Nelle ultime settimane, i volumi che i cittadini avevano depositato con generosità sono spariti in blocco. Non si tratta del fisiologico ricambio di lettori appassionati, ma di un’operazione sistematica.

Tra i residenti e sui canali social della comunità rimbalza con insistenza un’ipotesi amara, che col tempo sta trovando sempre più conferme: i libri non sarebbero stati presi per essere letti, ma per essere monetizzati. La nuova frontiera del piccolo sciacallaggio urbano corre sui fili del web. Piattaforme di compravendita dell’usato, app dedicate allo smaltimento di vecchi volumi a pochi euro. Qualcuno, speculando su un bene pubblico e gratuito, avrebbe individuato nella casetta di San Gregorio un magazzino a costo zero da cui attingere per rimpinguare il proprio catalogo digitale. Un business della miseria culturale, dove il valore immenso della condivisione viene barattato per pochi spiccioli di profitto personale.

Ciò che rende la vicenda ancora più dolorosa è la genesi di quella struttura. Quella casetta (come recita la targa commemorativa ancora intatta, quasi a volere sfidare l’inciviltà dei ladri) era un dono al Comune da parte della scuola dell’Infanzia “Solletico”. Era un ponte lanciato dai più piccoli verso gli adulti, un invito a mantenere viva la curiosità. Svuotare quel presidio non significa solo sottrarre un oggetto materiale; significa lanciare un messaggio devastante ai bambini che quella casetta l’hanno vista nascere: l’idea che lo spazio pubblico sia terra di nessuno, che il bene comune sia solo un bene non ancora appropriato dal più furbo.