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Giarre

Esplode la protesta in via Trieste

Davanti ai cancelli del cantiere striscioni contro il Comune degli aspiranti inquilini Pulvirenti (Sunia): «Mancano ancora i collaudi e il certificato di abitabilità delle due palazzine»

19 Maggio 2026, 20:00

Esplode la protesta in via Trieste

Sale la tensione nel rione popolare Jungo. La pubblicazione nel febbraio scorso della graduatoria definitiva per l’assegnazione dei 21 alloggi eccedenti (sui 61 complessivi) delle due palazzine di via Trieste, ha innescato una vera e propria polveriera sociale. Decine di nuclei familiari, stremati da anni di attese e stretti nella morsa di nuove lungaggini burocratiche, sono sul piede di guerra. Il Sunia (sindacato degli inquilini) ha supportato legalmente un nutrito gruppo di aspiranti inquilini esclusi dalla graduatoria per la mancata presentazione della Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica), il documento contenente i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali necessario per ottenere l’Isee.

Le certificazioni presentate da numerosi aspiranti sono state ritenute nulle e illegittime dagli uffici, determinando l’estromissione dei richiedenti. Secondo i legali è venuto meno il principio del “favor participationis”, ovvero quella tendenza del diritto volta a favorire la massima partecipazione dei cittadini ai bandi, permettendo integrazioni documentali laddove possibile, specialmente quando si tratta di nuclei familiari in oggettiva difficoltà. E al Tar si susseguono le udienze dei ricorrenti, in tutto 39, e per 14, dopo la fase preliminare in aula, la discussione è fissata all’8 luglio prossimo, mentre alcuni aspiranti inquilini hanno già ottenuto la sospensiva e il 30 settembre si discuterà il merito.

Frattanto, davanti ai cancelli del cantiere di via Trieste, sono comparsi striscioni di protesta che attaccano frontalmente il Comune: «Date le case agli assegnatari. Ora basta» e «Siamo stanchi di aspettare! Il Comune ci ha abbandonato!». L’avvocato Elena Pulvirenti, referente locale del Sunia, frena i facili entusiasmi ed evidenzia come gli oltre 60 alloggi di via Trieste non siano strutturalmente pronti per essere consegnati dall’Iacp. «Al netto dei ricorsi e delle udienze al Tar, le palazzine non possono essere tecnicamente consegnate - precisa l’avvocato Pulvirenti - poiché mancano ancora i tre collaudi principali: statico, amministrativo ed economico. Non solo: agli immobili manca persino la certificazione di abitabilità».

La linea dell’Iacp, del resto, è rigida: l’Istituto intende procedere alla consegna degli alloggi in un’unica macro-tornata per tutte le 61 famiglie, ma solo dopo avere superato definitivamente sia lo scoglio delle verifiche tecniche sia l’intricato percorso dei ricorsi giudiziari.