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Piana di Catania

Dighe e rete idrica per evitare la “sete”

Riunione tra Confagricoltura e Consorzio di Bonifica 9 per fare il punto della situazione in vista dell’estate Buono l’approvvigionamento negli invasi, preoccupa invece la condizione delle condotte di distribuzione secondaria

19 Maggio 2026, 20:30

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Dighe e rete idrica per evitare la “sete”

Che estate sarà in Sicilia? Rovente, dal punto di vista climatico e questo non lascia sereni gli agricoltori che cominciano già da oggi a programmare l’assenza di piogge in campagna. Come affrontare la situazione? Al momento non è previsto un allarme siccità; tra interventi infrastrutturali programmati dalla Regione, lavori ancora in corso e una riserva idrica garantita dai laghetti artificiali realizzati dagli stessi produttori agricoli, l’estate, si spera, potrebbe passare senza determinare danni irreversibili. Certo la differenza la farà anche la rete idrica. L’acqua in molti invasi è presente, ma la domanda che tutti si pongono, guardando alla Piana di Catania, è: la rete reggerà? Riuscirà a portare l’acqua a destinazione, dunque nei diversi fondi agricoli?

Per fare il punto della situazione il presidente di Confagricoltura Catania, Giosuè Arcoria, ed il vicepresidente, Vincenzo Romeo, hanno incontrato, a Catania, i vertici del Consorzio di Bonifica 9, con il commissario straordinario, Calogero Ferrantello; il vicedirettore generale, Gaetano Punzi; il geometra Salvatore Reale, coordinatore della manutenzione; e l’ingegnere Angelo Longo, capo settore della manutenzione.

Due le questioni affrontate, quelle più delicate: invasi e rete idrica. Rispetto al primo punto, l’attenzione si è focalizzata su tre dighe: Pozzillo (a Regalbuto), Lentini (nel Siracusano) e Don Sturzo (sul fiume Gornalunga). Per la diga di Pozzillo la situazione è in chiaro scuro. Se è pur vero che rispetto allo scorso anno la capacità di invasare acqua è raddoppiata, passando da circa 30 milioni di metri cubi ai 55 milioni attuali, purtroppo non si può andare oltre, visti i lavori ancora in corso ad opera di Enel Green Power. Inoltre, l’acqua non può essere messa tutta a disposizione perché per permettere agli operai di lavorare occorre che la diga abbia al suo interno almeno 25/30 milioni di metri cubi di acqua. Buona la quantità invasata nella diga di Lentini con quasi 98 milioni di metri cubi di acqua. La diga Don Sturzo, nota anche come Ogliastro, ne ha circa 60 milioni.

Le vere note dolenti arrivano dalla rete idrica. Il Consorzio di Bonifica 9 sta intervenendo sugli adduttori principali per garantire la presenza dell’acqua in rete, restano però le criticità per le condutture secondarie e terziarie, dove continuano a registrarsi problemi di rotture, da qui la dispersione idrica.

Per quanto riguarda la rete principale, si lavora per ripristinare quella che viene indicata come area sinistra Dittaino. In particolare si è progettata la sistemazione dell’uscita della vasca Tanazzi, da cui parte tutta l’irrigazione per i fondi agricoli da contrada Sferro (Paternò) verso Catenanuova e la sistemazione dell’adduttore. Tanazzi è tra gli snodi strategici fondamentali visto che da essa partono i tre rami del Dittaino.

Il Consorzio di Bonifica sta, poi, lavorando per sistemare la rete alle diverse quote e garantire la distribuzione idrica dalle prossime settimane. Ed ecco il calendario programmato. A Quota 56 - canale Paternò, si sta lavorando su una rottura per un tratto di circa 400 metri sul ponte canale. L’acqua verrà immessa a luglio. Buona sembra la situazione al momento su Quota 100 il cosiddetto Canale Cavazzini, con l’acqua che verrà immessa i primi di giugno. Sempre a giugno l’acqua arriverà anche per la condotta di Quota 102.50. Dal Consorzio di Bonifica evidenziano che per potere garantire tutto l’anno interventi sulla rete che poco alla volta deve essere tutta cambiata, servono almeno un milione di euro l’anno, finalizzati alla manutenzione ordinaria.

Al termine dell’incontro, soddisfatti ma vigili rispetto alla rete idrica restano i vertici di Confagricoltura Catania. Attenzione massima anche dalle altre organizzazioni di categoria: Coldiretti e Cia.