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Comune

Agrigento, nasce la Carta dei cortili storici

Un piano per dichiarare l'uso pubblico degli spazi medievali e costruire l'identità della comunità

19 Maggio 2026, 20:16

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Agrigento, nasce la Carta dei cortili storici

Solo chi vive il centro storico lo conosce e chi qui è nato lo ha vissuto. Stiamo parlando del Cortile Tornabene II, situato nel cuore del quartiere Rabato ad Agrigento, divenuto oggi l'emblema di un importante processo di recupero e tutela istituzionale della memoria cittadina.

Con una deliberazione, la Giunta comunale ha formalizzato l'appartenenza di quest'area al demanio stradale comunale, trattandosi invece di uno spazio privato. Il primo passo di un ambizioso censimento sistematico volto all'accorpamento di tutti i cortili storici della città nella proprietà pubblica, come previsto dall'atto di indirizzo inserito nel provvedimento.

Dal punto di vista storico e urbanistico, il sito si trova lungo la via Garibaldi, anticamente denominata Strada Maestra del Rabato. Questa via costituiva la spina dorsale dell'espansione extra-moenia di Agrigento, caratterizzandosi per una fitta e affascinante rete di cortili e vicoli di origine medievale. Il nome stesso del cortile racconta l'evoluzione sociale della zona: rintracciabile nel Catasto Borbonico del XIX secolo come Cortile Pipitone, assunse successivamente la denominazione della famiglia Tornabene.

Questo passaggio toponomastico testimonia l'ascesa di nuovi ceti sociali che scelsero di nobilitare gli accessi alle proprie dimore con elementi architettonici di indubbio pregio artistico. L'elemento di maggior rilievo è un portale monumentale del XVIII secolo, oggi purtroppo ridotto allo stato di rudere. Si tratta, tecnicamente, di una piattabanda, un arco rettilineo che sfida le leggi della gravità trasformando la spinta verticale in laterale grazie a conci tagliati a cuneo che convergono verso un centro di curvatura virtuale. Questo manufatto si innesta su una muratura poligonale più antica e rustica, realizzata con blocchi di calcarenite locale, il cosiddetto tufo conchigliare.

Le finalità dell'acquisizione sono molteplici e strategiche. In primo luogo, l'atto mira a dichiarare la natura pubblica dell'uso di questi spazi. In secondo luogo, l'amministrazione intende costruire l'identità culturale della comunità attraverso la realizzazione di una "Carta dei cortili storici", intesa come segno di lettura storica della collettività agrigentina. Infine, l'intervento si pone l'obiettivo di avviare un recupero materiale dei luoghi per inserirli in un futuro "Itinerario dei cortili del centro storico", trasformando aree oggi segnate dal degrado in percorsi di riappropriazione della memoria.