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il rapporto

Save the Children, a Palermo oltre 14 mila minori nel disagio: la mappa dei quartieri con più dispersione scolastica e povertà

Quali sono le zone indicate dalla ong come aree di disagio sociale

20 Maggio 2026, 06:15

06:20

Save the Children, a Palermo oltre 14 mila minori nel disagio: la mappa dei quartieri con più dispersione scolastica e povertà

A Palermo crescere non è uguale in tutti i quartieri. È quanto emerge dalla ricerca “I luoghi che contano” di Save the Children, che analizza le condizioni socio-economiche ed educative dei minori nelle principali città italiane. Nel capoluogo siciliano oltre 14 mila minori (14.302, pari al 13,2% dei residenti tra 0 e 17 anni) vivono in aree di disagio socioeconomico urbano individuate dall’Istat. Le principali ADU (Aree di disagio socioeconomico urbano) comprendono porzioni delle zone di Brancaccio–Ciaculli, Zen–San Filippo Neri, Borgo Nuovo, Falsomiele–Bonagia, Altarello–Mezzomonreale, Cep e parti di Cruillas–Resuttana-San Lorenzo, identificate sulla base di indicatori statistici di reddito, istruzione e occupazione.

Secondo la ricerca, nelle stesse aree il 63,8% delle famiglie vive in condizioni di povertà relativa. Sul piano educativo, il 17,8% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, rispetto all’8,8% della media cittadina. Il divario tra aree fragili e resto della città riguarda anche il rischio di dispersione implicita: tra gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado il valore è pari al 23,6% nelle aree vulnerabili, rispetto al 19,6% della media comunale.

Per quanto riguarda la condizione dei giovani tra i 15 e i 29 anni residenti nelle stesse aree, il 55,5% risulta non occupato e non inserito in percorsi di studio o formazione, a fronte del 32,2% della media del Comune di Palermo. La ricerca segnala inoltre differenze nell’accesso ai servizi: nelle aree considerate vulnerabili il 10,4% degli alunni della scuola primaria usufruisce del servizio mensa scolastica.

Il quadro rientra in un’analisi più ampia che coinvolge le principali città metropolitane italiane. Nei 14 comuni considerati dallo studio sono state individuate 158 aree di disagio socioeconomico urbano, con circa 142 mila minori residenti complessivamente. In queste aree, il 42,3% delle famiglie vive in condizioni di povertà relativa e il 15,4% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato gli studi o ripetuto l’anno scolastico.

La ricerca indica tra le raccomandazioni la necessità di interventi strutturali di rigenerazione urbana e sociale, il rafforzamento dei servizi educativi e la realizzazione di presìdi socio-educativi nelle aree più fragili, oltre all’adozione di strumenti di programmazione orientati ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Sul tema interviene il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: “La dispersione scolastica resta una delle sfide più difficili e più importanti per Palermo. È un fenomeno complesso, che va affrontato senza nascondere le criticità”. Lo stesso sottolinea inoltre l’incremento dei posti negli asili nido comunali, passati dal 6% a oltre il 27%, e il progressivo avvicinamento allo standard europeo del 33%, insieme agli interventi su scuole e spazi educativi previsti nei progetti di rigenerazione urbana di alcuni quartieri.