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la denuncia

Allarme ambientale, rifiuti tra i sentieri protetti della Riserva

Dopo il caso dell’eternit, nuovi materiali ingombranti sono stati trovati lungo i percorsi naturalistici di Ciane e Saline . Le immagini documentano una situazione di degrado diffuso

20 Maggio 2026, 05:45

05:50

Allarme ambientale, rifiuti tra i sentieri protetti della Riserva

Che ci fanno un passeggino, una poltrona da scrivania, un apparecchio televisivo e, persino, una macchina elettrica per bambini in piena Riserva? Più che un indovinello, è l'amara constatazione di quanto possa essere davvero infinita la mancanza di rispetto dell'ambiente per alcuni sporcaccioni.

La foto, come sempre, sintetizza e descrive in modo crudo una realtà che si pone agli occhi di visitatori e turisti che si inoltrano per i sentieri della riserva naturale orientata Ciane e Saline. Mentre nel fine settimana abbiamo documentato la presenza di una discarica abusiva di lastre di eternit, oggi, durante un giro di perlustrazione, la guardia privata ha fotografato un'altra discarica spontanea di rifiuti. Qualcuno, dopo avere caricato il proprio veicolo con poggetti ormai inservibili, ha abbandonato lungo il ciglio del sentiero, a ridosso di un roveto e della recinzione di un terreno agricolo, pneumatici usati, passeggino, poltrona e l'autobilina. Per i soliti ignoti, anziché recarsi nei centri di raccolta dov'è possibile smaltire in piena legalità e senza arrecare danni all'ambiente, sembra non ci sia altro modo per sbarazzarsi da casa della roba vecchia. «La riserva Ciane e Saline si estende per 340 ettari – dice Fabio Morreale, presidente di Natura Sicula – non ci vorrebbe molto per tenerla sotto controllo per evitare raid di smaltisce rifiuti o dai piromani. L'ente gestore ha nel suo organico la polizia provinciale, perché non viene utilizzata per questo scopo?»

Morreale fa anche un'escursione sul tavolo tecnico del Libero consorzio comunale. «Quello che dovevamo suggerire agli amministratori pubblici, lo abbiamo fatto in occasione della prima riunione, Le nuove convocazioni non servono a nulla e rappresentano solo un alibi per chi dovrebbe agire in modo diverso. Chi deve reperire fondi e agire per la salvaguardia della riserva sono il Libero consorzio e il presidente della commissione Ambiente dell'Ars».