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Nelle periferie catanesi 7 famiglie su 10 sono in povertà. E la dispersione scolastica è da record

I dati raccolti da Save the Children pongono Catania in una situazione di disagio elevatissimo per quanto riguarda il tessuto sociale. E a pagarne le spese sono i bambini

20 Maggio 2026, 07:20

Nelle periferie catanesi 7 famiglie su 10 sono in povertà. E la dispersione scolastica è da record

Nascere a Librino, a San Giovanni Galermo o in un altro dei quartieri periferici di Cataniameno opportunità rispetto a nascere in una delle zone più centrali e “ricche”. Lo dicono i dati Istat del report Idise, ma questa volta a evidenziarlo è Save the Children, che nella sua ricerca “I luoghi che contano”, si concentra sull’esposizione alla povertà e alla dispersione scolastica di bambini, bambine e adolescenti che vivono in aree vulnerabili.

In particolare in città sono 6.887, cioè il 13,5% del totale dei minori fino a 17 anni. In periferia il 68,1% delle famiglie vive in stato di povertà relativa, ovvero quella condizione in cui qualunque imprevisto rischia di far crollare la qualità della vita in modo irreparabile. C’è di più: in queste aree ha abbandonato la scuola il 15,7% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, una percentuale quasi doppia rispetto all’8,7% della media dell’intero Comune. Per un confronto: secondo un’elaborazione Istat per Save the Children, nelle aree svantaggiate dei comuni capoluogo delle 14 città metropolitane italiane è il 15,4% la percentuale degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado che ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale doppia rispetto alla media complessiva dei comuni capoluogo (7,6%). Come a dire: a Catania l’intera città ha un dato peggiore delle aree a rischio del resto delle grandi città italiane.

Come conseguenza, il 21,8% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio dispersione, con 4 punti percentuali in più della media del Comune di 17,5%. Oltre un 15-29enne su 2, precisamente il 57%, non studia e non lavora, rientrando nella categoria dei cosiddetti “Neet”. E anche qui, la media cittadina è ben più bassa, seppur rilevante: il 34,8%. Anche l’accesso alle mense scolastiche è basso in queste aree periferiche, il 21,7% contro il 13,5% della media cittadina. Un’elaborazione dei dati del Ministero dell’Istruzione evidenzia inoltre che tra gli studenti della secondaria di primo grado che frequentano scuole all’interno o in prossimità delle aree fragili nelle 14 città, il 3,8% ha ripetuto l’anno scolastico, contro il 1,6% nel resto del comune. E anche in questo caso il dato a Catania è più alto: si arriva al 3,9% contro il 1,1% nel resto della città. Nella scuola secondaria di secondo grado si tratta del 6,2%, rispetto al 4,7% nel resto della città a livello nazionale. Nel capoluogo etneo il dato è, per una volta, più uniforme: si arriva al 4,9% contro il 4,6% di delle altre aree.