criminalità
Il Far West di Lineri e il silenzio di un quartiere "terra di mezzo" tra Misterbianco e Catania
Le indagini dei carabinieri dopo gli spari esplosi nella notte in via Lenin e il "duello" tra due scooter
Una scena da Far West urbano consumata in pochi istanti, ma sufficiente a lasciare sull’asfalto bossoli, paura e interrogativi su una violenza sempre più sfacciata. È quanto accaduto la notte tra martedì e ieri, intorno alle 2, quando il rombo dei motori ha squarciato il silenzio di via Lenin, nel quartiere periferico di Lineri, pochi secondi prima degli spari. Due scooter di grossa cilindrata lanciati a tutta velocità si sono rincorsi lungo la strada - via principale che da San Giovanni Galermo si allunga fino a Nesima - zigzagando tra le auto parcheggiate mentre i centauri impugnavano le pistole: senza paura, remore e regole. I colpi esplosi in corsa non hanno fatto feriti, ma fortunatamente raggiunto solo le auto in sosta.
E nel silenzio della notte si è consumato quello che gli investigatori ipotizzano essere stato un vero e proprio conflitto a fuoco. Da una prima ricostruzione, sembra che qualcuno a bordo di due scooter abbia esploso colpi d’arma da fuoco - l’uno verso l’altro - e nella corsa i proiettili abbiano colpito per sbaglio le auto. Sull’accaduto indagano i carabinieri della Tenenza di Misterbianco coordinati dal comando provinciale di Catania. Sul luogo degli spari, all’incrocio di via Lenin con via Sant’Agata, gli investigatori hanno recuperato quattro bossoli. Restano da chiarire la dinamica e il movente: se si è trattato di un tentativo di omicidio (fallito) o di un avvertimento in stile mafioso.
Il quartiere di Lineri, storicamente ed egemonicamente, è sempre stato sotto il controllo criminale della famiglia Santapaola (con i Rannesi o gruppo di Lineri). “Terra di mezzo” tra Misterbianco e Catania, nonostante le diverse inchieste della Dda etnea che hanno portato a numerosi arresti e condanne, vive ancora oggi il continuo tentativo del clan di rigenerarsi per mantenere il controllo del territorio.
Ieri mattina il quartiere (nelle foto) si è svegliato silenzioso. Forse più del solito. La rivendita di ortofrutta (all’altezza del civico 120 dove erano parcheggiate le auto colpite dai proiettili) è chiusa. Nessuno sa quello che è accaduto. E nella vicina piazza Berlinguer un gruppetto di clienti habitué del chiosco sorseggia serenamente il caffè e a denti stretti ammette «di non avere né sentito, né saputo nulla degli spari in corsa». «Forse è stato da qualche altra parte, non in questa zona», dicono. Per il resto, solo silenzio. In attesa delle indagini.
