I liquidatori
Orti di Cibali, il Consorzio: «Nessun abbandono, l'incendio era doloso. Anche noi vogliamo il parco pubblico»
Dopo l'incendio che ha colpito l'area della Susanna, da piano regolatore destinata a Centro direzionale, la proprietà risponde all'Mpa Catania. Ma poi apre all'ipotesi rilanciata non solo dal partito, ma anche dalle associazioni ambientaliste e dallo stesso Trantino
No, negli Orti di Cibali, la grande area di 17,4 ettari dove nei giorni scorsi un incendio ha bruciato un'ampia area a verde, non c'è «totale stato di abbandono». A dirlo sono i liquidatori del "Consorzio Centro Direzionale Cibali", che rispondono a quanto detto nei giorni scorsi dalla coordinatrice dell'MpA di Catania Pina Alberghina (affermazioni pubblicate anche da "La Sicilia") ma soprattutto aprono alle richieste del partito che ha fatto una raccolta firme, delle associazioni ambientaliste che nei giorni scorsi hanno organizzato ben due visite all'interno dell'area e dello stesso sindaco Enrico Trantino per farne un parco pubblico. L'area, estesa ben 17,4 ettari e che si trova in vendita anche su dei siti specializzati online, secondo il Piano regolatore cittadino del 1969 doveva infatti diventare un Centro direzionale. Un'opera mai realizzata, e sono ormai oltre trent'anni che parte della città chiede di farne ufficialmente un parco.
La nota del Consorzio, inviata oggi al nostro giornale, innanzitutto però chiarisce le affermazioni sull'abbandono che, dicono, «contrastano con la realtà dei fatti», di cui sono testimoni sia gli esponenti della attuale Amministrazione comunale sia i rappresentanti del mondo associativo sia singoli cittadini che hanno partecipato a diverse iniziative culturali realizzate anche recentemente sul comprensorio. Occasioni queste dove si è presa diretta visione dello stato di buona conservazione dei terreni come conseguenza della cura con cui il Consorzio ne ha garantito sin qui, con notevole impegno finanziario, la salvaguardia. Il riferimento è alle visite guidate organizzate sabato 9 maggio da varie realtà cittadine, tra cui Lipu, e il giorno dopo da Legambiente: in quelle occasioni l'avvenuta recente manutenzione delle aree risultava evidente. E le immagini video del nostro giornale lo testimoniano ulteriormente. La nota prosegue spiegando: «Pur esprimendo grande rammarico per il fatto che il recente incendio abbia parzialmente vanificato l'impegno del Consorzio nella conservazione e valorizzazione del bene, non possiamo esimerci dal rimarcare ancora la sua origine dolosa, rilevata anche dalle telecamere installate sul terreno, che hanno individuato tempi e luoghi di attivazione dei fuochi. Procederemo pertanto alla presentazione di denuncia all'autorità giudiziaria a fronte di un evento che, oltre a danneggiare il bene, ha messo a rischio le abitazioni circostanti e la salute dei suoi abitanti».
Poi arriva il punto centrale, ovvero l'apertura all'ipotesi di farne un parco: «Da ultimo, a conferma della totale assenza di un qualsiasi intento di assecondare iniziative speculative da parte del Consorzio, manifestiamo totale adesione alle aspettative della comunità locale di poter fruire presto di un'ampia zona di verde nel cuore della città e a tal fine assicuriamo una totale disponibilità, in piena intesa con i Commissari di Sicilcassa, ad adoperarci perché si concretizzi l'intento, manifestato anche dal sindaco Trantino, di destinare l'area a parco pubblico. A tale riguardo, al fine di agevolarne la realizzazione, concorreremo a sostenere la ricerca di soluzioni che possano assicurare anche nel tempo la sua valorizzazione e più valida fruibilità. Fin d’ora, peraltro, rispondendo all’invito del sindaco Trantino di formulare proposte sulla futura gestione dell’area, riteniamo opportuno che il Comune avvii un dialogo con il Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, a cui sono state trasferite le funzioni dell’ex Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Siciliana (art. 34, c. 4, l.r. 15 maggio 2013, n. 9), al fine di attivare una convenzione per la gestione dell’area da parte dell’amministrazione regionale, mediante uno degli strumenti previsti dalla legge regionale n. 16/1996 e s.m.i.», conclude la nota.

