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la denuncia

Giustizia, a Palermo protesta dei precari Pnrr in vista del voto: «Oltre 500 a rischio, si svuotano i tribunali»

I contratti in scadenza il 30 giugno

21 Maggio 2026, 06:15

06:20

Giustizia, a Palermo protesta dei precari Pnrr in vista del voto: «Oltre 500 a rischio, si svuotano i tribunali»

La questione va avanti da marzo e ancora non accenna a risolversi. Sono tornati in piazza i lavoratori dell’ufficio per il processo, la nuova tappa di una vertenza che, secondo i sindacati, rischia di avere conseguenze pesanti non solo per centinaia di precari, ma anche per il funzionamento della macchina giudiziaria.

Ieri mattina Fp Cgil e Usb hanno organizzato un sit-in in piazza Vittorio Emanuele Orlando, davanti al Palazzo di giustizia, per chiedere certezze sul futuro occupazionale degli addetti assunti nell’ambito del Pnrr. A poco più di un mese dalla scadenza dei contratti, fissata al 30 giugno, resta l’incertezza sulle procedure di stabilizzazione avviate dal ministero della giustizia.

Per il 27 e 28 maggio è prevista una prova d’esame a cui verranno sottoposti gli attuali lavoratori, frutto di un bando per le stabilizzazioni. «Parliamo di 9.368 assunzioni a fronte - spiega Leandro La Bua, segretario Rsu - di circa 11mila lavoratori oggi in servizio. A Palermo sono oltre 500 tra addetti Upp e tecnici che dal primo luglio rischiano di perdere il posto o di essere trasferiti. Chiediamo la stabilizzazione dei 1500 lavoratori che finiranno fuori dalla selezione, nonostante si tratti di personale attualmente in servizio».

Al centro della contestazione anche la mancanza di indicazioni chiare sui posti disponibili nei singoli distretti giudiziari, poiché il ministero non ha ancora pubblicato la pianta organica. «Non conoscere la distribuzione territoriale dei posti crea un problema di trasparenza - sottolinea La Bua - il bando di stabilizzazione prevede che si possa partecipare solo dove finora si è lavorato. L’accorpamento dei profili Pnrr - prosegue - con quelli tradizionali rischia di svuotare il senso stesso dell’ufficio per il processo. Questi lavoratori finora hanno affiancato magistrati e cancellerie nelle attività di supporto giuridico. Adesso - conclude Lo Bua - potrebbero essere destinati soltanto a mansioni amministrative, a discrezione dei dirigenti”.

Al sit-in era presente anche Valentina Chinnici, deputata dell’Ars e vicesegretaria del Pd: «Non possiamo permetterci - ha detto - che tanti lavoratori siciliani vengano allontanati e che i nostri tribunali restino privi di personale. Soprattutto in questo momento in cui la mafia ricomincia a sparare a Palermo, ridurre l’organico della giustizia significa aggravarsi i tempi dei processi e indebolire la risposta dello Stato alla recrudescenza criminale e mafiosa».

Martedì una delegazione del sindacato ha incontrato il presidente e la dirigente amministrativa della corte d’appello di Palermo, durante il confronto è stata ribadita la necessità di «non disperdere le professionalità acquisite».