Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
21 maggio 2026 - Aggiornato alle 09:17
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

La visita a Palermo dell'ambasciatore di Israele e la verità di Lagalla: «Solo una cortesia istituzionale, solidarietà ai palestinesi di Gaza»

La risposta del sindaco sulla visita del diplomatico. L’opposizione ribatte: «Così legittima politicamente lo stato ebraico»

21 Maggio 2026, 06:30

La visita a Palermo dell'ambasciatore di Israele e la verità di Lagalla: «Solo una cortesia istituzionale, solidarietà ai palestinesi di Gaza»

Questione mediorientale in salsa palermitana, parte seconda. Già in marzo l'incontro tra il sindaco Roberto Lagalla e l'ambasciatore d'Israele in Italia Jonathan Peled aveva scatenato una polemica tra l'amministrazione e l'opposizione in consiglio comunale. Dopo un botta e risposta la polemica era stata scalzata da altri temi ma non si era mai sopita: ieri infatti il ritorno, con la risposta scritta dello stesso Lagalla all'interrogazione che l'opposizione presentò subito dopo l'incontro.

L'incontro tra Lagalla e l'ambasciatore Peled fu reso pubblico il 19 marzo ma era avvenuto qualche giorno prima. Nel suo passaggio palermitano il diplomatico israeliano incontrò Schifani ma entrambi i colloqui vennero tenuti riservati ed emersero solo dopo che lo stesso Peled ne diede notizia attraverso i suoi canali social, scrivendo di avere discusso con Lagalla e Schifani di gestione delle risorse idriche, agricoltura, turismo, innovazione digitale e cybersicurezza. L'opposizione insorse chiedendo di sapere perché l'incontro fosse stato tenuto segreto, e se era vero che i temi affrontati erano quelli elencati dall'ambasciatore.

La risposta che ieri Lagalla ha recapitato ai consiglieri inizia confermando il contenuto del comunicato con cui aveva risposto già in marzo alle polemiche, definite «vuote», e ribadendo che l'incontro è stato «di livello meramente protocollare». Dunque non un colloquio politico ma una conversazione in cui Lagalla ha rappresentato all'ambasciatore israeliano «l'incrollabile aspirazione» di Palermo alla pace internazionale, anche superando il conflitto nei territori palestinesi e nell'intero medio oriente. Un riferimento alle guerre in cui in questo momento è coinvolto anche lo stato di Israele, su cui il sindaco ritorna poco dopo scrivendo che «non può essere oggetto di dubbio la piena e totale solidarietà nei confronti della popolazione palestinese di Gaza», con quella che lo stesso Lagalla definisce «condanna morale e politica delle attuali condotte del governo israeliano». Il sindaco però rifiuta la «demonizzazione dell'intero popolo ebraico».

Dunque un testo in cui il sindaco descrive l'incontro come legato a doveri istituzionali e al tempo stesso sembra prendere le distanze dalla politica israeliana. Il che lascia insoddisfatti i consiglieri d'opposizione, che nel giro di poche ore firmano in modo compatto un comunicato in cui rimarcano di non essere ancora stati informati dei contenuti del colloquio. Per i consiglieri ammettere di avere parlato di territori palestinesi e pace sarebbe la prova che l'incontro non sarebbe stato solo una cortesia istituzionale ma un fatto politico, e farebbe emergere «l’imbarazzo di aver offerto a Israele una legittimazione politica che Lagalla avrebbe fatto meglio a evitare». La conclusione, durissima, è la richiesta di sapere quali posizioni politiche abbia assunto Lagalla con l'ambasciatore israeliano Peled e di «assumersi la responsabilità politica e morale di quella scelta».