la protesta
Nuova pista ciclabile, a Palermo scoppia la rivolta dei residenti: cantiere bloccato da un sit in, interviene la polizia
La manifestazione spontanea in via Generale Di Maria e via Almeyda
Un presidio spontaneo di cittadini e una raccolta di firme per chiedere la sospensione della nuova pista ciclabile in via Generale Di Maria e via Almeyda. Tensione ieri mattina quando decine di residenti e commercianti sono scesi in strada per lamentare il fatto di non essere stati avvisati dei lavori né di aver mai ricevuto richieste di confronto dall’amministrazione comunale. Nel corso della protesta i toni si sono accesi, anche a causa della prosecuzione degli interventi da parte della ditta incaricata, tanto che sono dovute intervenire le forze dell'ordine per riportare la calma fra i presenti. «Non è una protesta contro le piste ciclabili – spiegano i cittadini – ma contro l' assenza totale di dialogo con chi vive questo territorio ogni giorno». E chiedono pertanto l’apertura immediata di un tavolo di confronto. «Vorremmo abolire questa pista ciclabile», dice senza mezzi termini un residente mostrando la petizione popolare. «In 65 anni che abito qui non ho mai visto passare un ciclista», gli fa eco un anziano.
Le preoccupazioni dei residenti sono legate alla viabilità, alla riduzione del numero di parcheggi e alla sicurezza della zona, già fortemente congestionata dalla presenza di scuole, teatri e cinema. «Qui è già difficilissimo trovare parcheggio, diventerà impossibile», si lamenta una donna. C’è chi ritiene che i dissuasori siano troppo ingombranti e pericolosi, c’è chi segnala le difficoltà di accesso per anziani, disabili e carrozzine, c’è chi teme possibili danni alle attività commerciali. «Quando ho fatto il mio investimento cinque anni fa – dice la proprietaria di un negozio – ho scelto questa strada proprio perché la carreggiata è molto ampia. La realizzazione della ciclabile creerà un collo di bottiglia».
Sul posto anche la consigliera comunale Sabrina Figuccia, che ha raccolto le istanze dei residenti e ha chiesto ascolto e confronto prima di procedere con interventi destinati ad avere un impatto significativo sulla vita del quartiere. «Com'era lecito aspettarsi, stamattina è esplosa la rabbia dei residenti e dei commercianti – dice Figuccia – è un progetto senza capo né coda, che è stato deciso senza alcuna interlocuzione né tantomeno accordi tra l'amministrazione comunale e i residenti e i commercianti della zona». Per la consigliera, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, è necessario bloccare i lavori «affinché l'amministrazione possa apportare le necessarie modifiche ai progetti in corso, per evitare altre tensioni e possibili scontri tra operai e cittadini».