Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
20 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:32
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il caso

Baiardo, Berlusconi e la verità di Giletti: la foto del mistero e il "licenziamento" da LA7

Il giornalista testimonia al processo contro l'ex gelataio: "Mi mostrò uno scatto dell'ex premier e Graviano allo stesso tavolo. Poi la chiusura improvvisa del mio programma con una mail"

20 Maggio 2026, 20:33

Baiardo, Berlusconi e la verità di Giletti: la foto del mistero e il "licenziamento" da LA7

Nell’aula 28 del Tribunale di Firenze si incrociano il mistero di uno scatto sbiadito e la brusca chiusura di uno dei programmi di punta di La7.

Massimo Giletti ha deposto nel processo a carico di Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna legato ai fratelli Graviano, ricostruendo i retroscena di una fotografia che, a suo dire, avrebbe potuto far tremare i palazzi del potere.

Baiardocollegato da remoto e imputato per favoreggiamento personale con aggravante mafiosa e per calunnia ai danni dello stesso Giletti e dell’ex sindaco di Cerasa Giancarlo Ricca – in passato avrebbe gestito la latitanza di boss di Cosa Nostra nei pressi del lago d’Orta.

Secondo il racconto del conduttore, il passaggio chiave avvenne nel luglio 2022, in un bar di Castano, vicino Milano.

“Ciò che ti dirò farà il giro del mondo, capirai poi a settembre”, gli annunciò Baiardo prima di estrarre dalla tasca interna della giacca una vecchia immagine che ritraeva un giovane Silvio Berlusconi, il generale Francesco Delfino e il boss Giuseppe Graviano seduti al tavolino di un bar.

Descritto dal cronista come un “affabulatore e abile politico”, Baiardo puntava a conquistare la fiducia professionale dell’interlocutore, preludio alla vera “bomba” mediatica: la profezia sulla cattura di Matteo Messina Denaro, prevista per il gennaio successivo.

Giletti ha spiegato di aver proceduto con estrema prudenza di fronte a quello che riteneva potesse essere il “figlio di un accordo sotterraneo”, capace tanto di rivelare verità quanto di inquinare le indagini.

Per ragioni di “opportunità”, scelse di non riferire dell’esistenza della foto al suo editore Urbano Cairo, ben consapevole del solido e storico rapporto che legava quest’ultimo a Silvio Berlusconi.

La deposizione ha riportato alla ribalta anche il capitolo, mai del tutto chiarito, della chiusura di “Non è l’Arena”.

Nonostante ascolti stabilmente oltre il 6% di share e trattative in corso con l’editore Cairo e il direttore Salerno per un rinnovo biennale, il programma venne sospeso all’improvviso nell’aprile 2023, dopo le contestate puntate con la partecipazione di Baiardo.

La decisione fu comunicata al conduttore via e-mail. “Nemmeno il coraggio di farmi una telefonata dopo quasi sette anni”, ha commentato amaramente in aula Giletti, riferendo di non aver ricevuto alcuna spiegazione. Il processo proseguirà con la prossima udienza fissata per il 27 maggio.